Sei in Gweb+

Brescello

Nel mondo piccolo scoppia un caso. E Allegri si dimette dalla Fondazione

03 giugno 2020, 05:04

Nel mondo piccolo scoppia un caso. E Allegri si dimette dalla Fondazione

CLAUDIA OLIMPIA ROSSI

Brescello, terra di Peppone e Don Camillo, “un mondo piccolo fatto di gente genuina, buon cibo e paesaggi suggestivi”, come la descriveva Giovannino Guareschi, conosce ora una nuova puntata di diatribe istituzionali con un protagonista parmigiano. Luigi Allegri, presidente della Fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone”, si è dimesso, portando con sé l’intero consiglio di amministrazione (i consiglieri Marika Bonazzi e Massimo Romolotti), a causa di un “disallineamento di visione” rispetto all’amministrazione comunale.

Una querelle sorta per una discrepanza sulla gestione delle modalità di riapertura, dopo l’emergenza covid-19, dei musei (“Peppone e Don Camillo”, “Archeologico”, “Brescello e Guareschi: il territorio e il cinema”) facenti capo alla Fondazione.

«Come consiglio di amministrazione - spiega Luigi Allegri, scrittore e studioso di teatro, professore onorario di storia del teatro e dello spettacolo presso il Dipartimento di discipline umanistiche dell’Università di Parma, già assessore alla cultura - abbiamo operato per anticipare di una settimana, rispetto a quella indicata del 6 giugno, la data prevista per la ripresa delle attività museali. Questo è stato fatto una volta raccolte le richieste del tessuto economico e commerciale del territorio, allo scopo di favorire il turismo, ovviamente nel pieno rispetto delle disposizioni di sicurezza».

«Condivisa, dunque, l’urgenza della riapertura - sottolinea Allegri - ritenevamo potesse riguardare intanto il solo museo “Peppone e Don Camillo”, con un ribasso delle tariffe. Di contro, la sindaca Elena Benassi intendeva coinvolgere fin d’ora anche l’Archeologico. Vorrei precisare che a rendere impossibile la prosecuzione del rapporto è stato il venir meno del rapporto fiduciario, a causa della perentorietà e dell’insistenza con cui l’amministrazione comunale ha cercato di imporre il proprio punto di vista. Non era la prima volta».

«Una Fondazione - spiega l'ormai ex presidente di quella del paese di don Camillo, Luigi Allegri - è un ente di diritto privato, che opera con una responsabilità giuridica, economica e penale, non un servizio del Comune».

La Fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone”, con il museo inaugurato nel 1989, costituisce un punto di riferimento per tutti gli amanti del capolavoro di Giovannino Guareschi. Dalle locandine originali dei film alle fotografie in bianco e nero, consente un viaggio in immersione dietro le quinte del set, di cui espone cimeli unici: costumi, oggetti, macchine da presa, perfino il celebre carrarmato.

«A causa - prosegue Allegri - della chiusura per pandemia, il bilancio della Fondazione, che si aggira intorno ai 200 mila euro annui, con 32 mila visitatori, ha accusato il colpo. Una situazione in fibrillazione ma sotto controllo, potendo contare sulle risorse esistenti. Abbiamo operato una gestione finanziaria oculata e lavorato con entusiasmo a titolo volontario, senza percepire mai nemmeno un rimborso spese, anche costruendo sul territorio percorsi legati a Guareschi, in vista di Parma 2020. Ora non ci resta che prendere atto, con serenità ma dispiacere, dell’insanabile frattura con l’amministrazione del Comune di Brescello».

Pare sentire l’eco della voce di Peppone: “Parto perché ho vinto, non perché ho perduto”.

CLAUDIA OLIMPIA ROSSI Brescello, terra di Peppone e Don Camillo, “un mondo piccolo fatto di gente genuina, buon cibo e paesaggi suggestivi”, come la descriveva Giovannino Guareschi, conosce ora una nuova puntata di diatribe istituzionali con un...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal