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Immuni

«L'app? Utile ma noi abbiamo già messo in quarantena quasi 9mila persone in provincia»

04 giugno 2020, 05:08

«L'app? Utile ma noi abbiamo già messo in quarantena quasi 9mila persone in provincia»

MARA VAROLI

È già l'app più scaricata e presto anche l'Emilia Romagna potrebbe adottarla in aiuto al contact tracing tradizionale. La nuova app «Immuni» serve per individuare le persone esposte al Covid 19 e così interrompere la catena di trasmissione. Un’applicazione che tutti potranno installare. Per ora solo Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia integreranno la app con il sistema sanitario: la sperimentazione partirà lunedì prossimo. «La Regione è interessata a promuovere un sistema di tracciamento - ha ricordato l'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini -. E non appena saranno noti i risultati della sperimentazione anche la nostra Regione promuoverà l'app. L'importante è l'integrazione con il fascicolo sanitario elettronico». Ma come funziona questa App?

«Immuni» è in grado di inviare una notifica alle persone che sono state esposte ad un caso di covid-19, con le indicazioni sui sintomi e gli interventi di sanità pubblica. La app invita le persone a interpellare il proprio medico. «L'app può essere un ausilio utile ma non sostitutivo del nostro lavoro - interviene Silvia Paglioli, direttore del Servizio di Igiene pubblica dell'Ausl -. Anche perché nel nostro lavoro di inchiesta epidemiologica si sono sviluppate precise competenze su questi argomenti». La tracciabilità dei contatti è proprio un servizio dell'Igiene pubblica: «E' il nostro lavoro, così come è successo per qualsiasi altra epidemia - continua Paglioli -. L'obiettivo è quello di identificare i contatti di un caso di covid-19. La ricerca dei contatti contribuisce a una migliore comprensione dell'epidemiologia. Così come da circolare ministeriale "un contatto di un caso Covid-19 è qualsiasi persona esposta ad un caso probabile o confermato covid-19 in un lasso di tempo che va da 48 ore prima dell'insorgenza dei sintomi fino a 14 giorni dopo o fino al momento della diagnosi e dell'isolamento del caso. Se il caso non presenta sintomi, si definisce contatto una persona che ha avuto contatti con il caso indice in un arco di tempo che va da 48 ore prima della raccolta del campione che ha portato alla conferma e fino a 14 giorni dopo o fino al momento della diagnosi e dell'isolamento del caso. Il contatto stretto di un caso probabile o confermato è definito, sempre da circolare, come: una persona che vive nella stessa casa di un caso covid-19; una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso covid-19 (la stretta di mano); una persona che ha avuto un contatto diretto, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti"». In seguito all'intervista al caso indice, si procede con l'identificazione e l'elenco dei contatti, quindi le indicazioni di sorveglianza e l'esecuzione dei test diagnostici: «Per identificare i contatti , sottoponiamo il paziente a un preciso questionario per sapere chi ha frequentato, con chi ha lavorato, per conoscere i luoghi in cui si è mosso. E la situazione del paziente va capita bene, se ha avuto contatti stretti, se ha avuto contatti con persone senza mascherina o altre protezioni - conclude Paglioli -. E le situazioni sono diverse. E' un lavoro impegnativo e di responsabilità, perché poi dobbiamo intervenire per quarantenare i casi sospetti e quindi andiamo a limitare la libertà altrui. I contatti del paziente numero 1 vanno informati e invitati a rispettare tutte le misure di igiene respiratoria e delle mani. Inoltre gli spieghiamo cosa fare in caso comparissero dei sintomi. E dal 20 febbraio abbiamo quarantenato ben 8.955 persone in tutta la provincia. Un lavoro, quello della ricerca dei contatti molto complicato, basti pensare al caso di una persona che ha viaggiato su un aereo. Tutto questo serve per capire che, come è scritto sulla circolare ministeriale, "nell’ambito del contact tracing, l'utilizzo di tecnologie come le applicazioni mobili offre numerose possibilità, sebbene il metodo tradizionale rimanga quello principale per la ricerca e la gestione dei contatti"».

MARA VAROLI È già l'app più scaricata e presto anche l'Emilia Romagna potrebbe adottarla in aiuto al contact tracing tradizionale. La nuova app «Immuni» serve per individuare le persone esposte al Covid 19 e così interrompere la catena di...

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