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RIAPERTURE

Divisi dalle rive del Po finalmente insieme

04 giugno 2020, 05:07

Divisi dalle rive del Po finalmente insieme

CRISTIAN CALESTANI

Per loro è come se il lockdown fosse durato oltre due settimane in più. Sedici giorni in cui restare, ancora, lontani dai propri congiunti semplicemente perché divisi da un confine regionale. Vittime del dell’applicazione, su scala locale, di una norma pensata con logica nazionale. Sono i «congiunti» divisi, sino a ieri, dal corso del fiume Po che segna il confine tra Emilia e Lombardia. Terre simili, di qua e di là del Grande fiume, che da sempre intrecciano relazioni. Ma che ai tempi del Covid-19 sono state separate da un limite invalicabile.

Uno stop che ha fatto sorridere perché - tra il 18 maggio e ieri - un colornese si sarebbe potuto spostare sino a Rimini, ad oltre 200 km di distanza, ma non andare a trovare nonni e zii a Casalmaggiore. Stessa sorte per un casalasco che si sarebbe potuto spingere sino a Sondrio, ma non nelle terre che furono di Maria Luigia per salutare la fidanzata. Da ieri però questo disagio - che a molti ha ricordato i mesi bui della chiusura del ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore - è ormai un ricordo. «Rivedersi, di persona, dopo tre mesi è stato bellissimo» raccontano Eleonora Savani, 23enne colornese, ed Edoardo Denicoli, 25enne cremonese. Lei è partita da Colorno ieri pomeriggio, intorno alle 17, e dopo un’oretta di viaggio ha raggiunto casa di lui a Cremona. «Restare lontani non è stato per niente semplice» spiega Edoardo. «Ritrovarsi è stata un’emozione fantastica» aggiunge Eleonora: «Nei primi minuti ti devi quasi riabituare alla presenza fisica dopo settimane in cui ci si è visti soltanto attraverso lo schermo del telefonino. È stupendo poter tornare alla normalità, alla propria routine quotidiana con le persone care». In serata finalmente a cena a casa di Edoardo per festeggiare la fine del lockdown.

Le stesse emozioni quelle di Giorgia Terbisi con le figlie Giulia, 2 anni, e Arianna Schiroli, 4 anni, che dopo settimane di saluti in videochiamata da Gussola, nel Cremonese, hanno potuto finalmente riabbracciare i nonni a Coltaro di Sissa Trecasali. «Appena le bimbe si sono svegliate siamo partite per Coltaro - spiega Giorgia -. Erano felicissime di rivedere i nonni. Era da metà febbraio che non ci incontravano più».

Ben felici della riapertura dei confini regionali, specie tra Colorno e Casalmaggiore, sono anche i commercianti delle due sponde che hanno sempre fatto leva sul traffico di passaggio. «Per noi è stato come ripiombare in un incubo - spiega Fausto Salvini, presidente del caseificio San Salvatore di Colorno e vicepresidente del Comitato TrenoPonteTangenziale - quando perdemmo anche l’80% delle vendite perché il lockdown ha bloccato completamente, e di nuovo, il traffico tra le due sponde del Po. Ora speriamo che i clienti lombardi tornino a farci visita».

Stessa speranza dei commercianti di Casalmaggiore che da sempre contano sull’utenza parmense. «Ci stavamo riprendendo a fatica da una situazione di emergenza causata dalla chiusura del ponte - spiegano i negozianti - e ci siamo tornati per altri tre mesi».

Tanti messaggi di gioia, ieri, anche sul gruppo Facebook «Congiunti e fidanzati fuori regione», oltre 5mila iscritti da tutt’Italia, dove in queste settimane si è lottato, lanciando anche delle raccolte di firme, per anticipare, rispetto al 3 giugno, il via libera agli incontri tra congiunti di regioni diverse.

CRISTIAN CALESTANI Per loro è come se il lockdown fosse durato oltre due settimane in più. Sedici giorni in cui restare, ancora, lontani dai propri congiunti semplicemente perché divisi da un confine regionale. Vittime del dell’applicazione, su...

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