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PAURA

Solignano, urla e insulti poi l'arresto

04 giugno 2020, 05:03

Solignano, urla e insulti poi l'arresto

FRANCO BRUGNOLI

SOLIGNANO Un’operazione curiosa e movimentata, iniziata a Solignano e conclusasi a Borgotaro, nella sede della Compagnia Carabinieri.

Un cittadino africano, originario del Ghana, è stato arrestato per lesioni personali aggravate, violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ma anche per rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale.

Nella tarda mattinata del 2 giugno, i Carabinieri di Solignano (che fanno capo sempre a Borgotaro), nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno notato un uomo che si aggirava tra la gente, nei pressi della stazione ferroviaria del paese, ponendosi a stretto contatto con le altre persone presenti, ma senza che nessuno parlasse con lui.

Insospettiti dall'atteggiamento singolare, i Carabinieri si sono avvicinati a lui, per invitarlo innanzitutto a mantenere la distanza interpersonale di sicurezza, come previsto dalle norme attuali, ed anche per identificarlo e conoscere i reali motivi, che lo avevano portato a Solignano.

Il ghanese, subito infastidito dalle richieste dei militari, prima ha alzato le braccia al cielo, facendo il famoso segno del dito medio, attirando quindi l’indignazione di tutti i presenti.

Poi ha cercato di scappare, evidentemente per non farsi identificare. Ma i Carabinieri l’hanno bloccato e gli hanno chiesto i documenti.

L’uomo, che ormai stava diventando sempre più agitato, ha iniziato ad urlare e pronunciare parole non comprensibili.

Con un gesto fulmineo, ha cercato poi di sottrarre al maresciallo il «tonfa» (una sorta di manganello che il militare teneva in mano per protezione): a questo punto la reazione del militare è stata immediata e attraverso una tecnica di arte marziale ha in pratica usato il tonfa come una leva, gesto che gli ha consentito di immobilizzare il ghanese, immediatamente ammanettato e portato presso la caserma di via Molinari, ove è pure ubicata la Compagnia.

Lì l'uomo è stato dichiarato in stato di arresto. Ora dovrà rispondere per i numerosi reati già indicati.

Su indicazioni del pubblico ministero di turno, presso la Procura della Repubblica di Parma, il ghanese è stato posto in regime di arresti domiciliari, in attesa del processo di convalida.

Il processo, a causa delle misure ancora in vigore per il coronavirus, sarà tenuto nella sede della Compagnia Carabinieri di Borgotaro, in video-conferenza con il Tribunale di Parma e il legale di fiducia.