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Condannata a dodici anni

Nigeriana faceva prostituire ragazze minorenni

05 giugno 2020, 05:08

Nigeriana faceva prostituire ragazze minorenni

E' una di quelle storie che si leggono nei reportage dei settimanali, quelle che sembrano sempre riguardare un altrove lontano, una terra grigia dove succedono cose che non ci riguardano. Invece capita sotto casa nostra, nelle nostre strade. Dove c'è chi per soldi è pronta a strappare tutti i sogni a delle ragazzine. Da buttare nel discount del sesso come bambole in svendita.

Stavolta però, rispetto alle mille altre storie simili, cambia il finale: e quella donna spietata come una mercante di schiavi, capace di far violentare una ragazza di vent'anni per renderla più adatta al suo business adesso pagherà.

Dodici anni di reclusione per i reati di tratta di esseri umani, concorso in violenza sessuale, prostituzione minorile, favoreggiamento della immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione: questa la pena stabilita ieri dal Tribunale di Bologna per la nigeriana Rose Ekundayo Aghariaha, una donna delle pulizie di 42 anni in apparenza insospettabile che in realtà gestiva un traffico di giovani donne del suo paese fino ad una casa di via Reggio, qui a Parma. Dove le obbligava a prostituirsi per pagare il debito di oltre 20mila euro legato al loro viaggio.

A scoprire la vicenda sono stati nello scorso autunno gli uomini della Squadra mobile guidati da Cosimo Romano che dopo una lunga indagine sono riusciti a vincere il silenzio spaventato di una delle ragazze. Che come un fiume in piena, alla fine, ha raccontato il baratro in cui era sprofondata. Ed è una storia, purtroppo, già troppe volte sentita: la ragazza, appena 17enne, era stata avvicinata nel proprio paese da una conoscente che le aveva prospettato la possibilità di un trasferimento in Italia. Non solo qui la ragazza avrebbe potuto trovare lavoro come parrucchiera e tutto sembrava un sogno. Era invece un incubo. Dopo un viaggio attraverso l'Africa e un altro lungo il Mediterraneo la ragazza, che ha finto di avere 20 anni, è arrivata a Parma dove la nigeriana Rose ha svelato il vero volto: «Ti prostituirai e mi darai i soldi», è stato l'ordine. Ma la ragazza, oltre che spaventata era anche vergine e questo poteva rovinare la merce: così la maitresse l'ha fatta violentare da un connazionale prima di sbatterla in strada.

Gli investigatori della questura sono riusciti a ricostruire anche una analoga vicenda che ha riguardato un'altra giovane fatta arrivare con l'inganno: avrebbe dovuto lavorare come commessa. Ed è finita lungo un viale. Alla fine però, una delle due ha capito di non poter continuare e ha chiesto aiuto alla polizia che ha iniziato l'indagine che oltre che Rose ha coinvolto altre persone, della stessa nazionalità, che fungevano da supporto logistico: ovvero ospitavano in case le giovani vittime facendosi pagare anche vitto e alloggio. Alla fine la catena di sfruttamento e la mente del gruppo, la 42enne Rose è finita in cella dove ora, dopo la condanna, dovrà restare a lungo. Anche perché è quasi certo che oltre a queste due vittime la donna ne abbia molte altre sulla coscienza. Altre ragazze affascinate con un sogno di un futuro miìgliore spedite invece a vivere, con la minaccia, la vita peggiore. lu.pe.

 

E' una di quelle storie che si leggono nei reportage dei settimanali, quelle che sembrano sempre riguardare un altrove lontano, una terra grigia dove succedono cose che non ci riguardano. Invece capita sotto casa nostra, nelle nostre strade. Dove...

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