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CASO PASIMAFI

Processo per Fanelli, il «re» delle terapie contro il dolore

06 giugno 2020, 05:08

Processo per Fanelli, il «re» delle terapie contro il dolore

Una sfilza di rinvii a giudizio e nell'elenco c'è anche lui, Guido Fanelli, il luminare delle terapie contro il dolore finito suo malgrado sotto i riflettori della cronaca giudiziaria a causa dell'inchiesta sul presunto giro di mazzette per spingere l'utilizzo in corsia di dispositivi medici e di farmaci che, in alcuni casi, non avrebbero avuto il via libera alla sperimentazione sui pazienti. Ma come sostiene l'accusa, tra gli imputati che ruotano attorno all'inchiesta «Pasimafi» – dal nome dello yacht in uso proprio a Fanelli e, secondo la procura, frutto di proventi illeciti – la salute non sarebbe stata al vertice delle loro preoccupazioni. Al suo posto ci sarebbe stata la volontà di arricchirsi e di portare a casa affari vantaggiosi.

Non tutti i nomi finiti nell'inchiesta dovranno però affrontare il processo vero e proprio, perché ieri, nell'ultima udienza preliminare ospitata all'Auditorium Paganini (parco ex Eridania), il gup Sara Micucci ha deciso anche un paio di assoluzioni e una condanna per tre persone che avevano scelto il giudizio abbreviato.

ASSOLUZIONI E CONDANNE

Una delle due assoluzioni riguarda un imputato eccellente: l'ex direttore del dipartimento di Medicina e chirurgia e primario della medicina del lavoro al Maggiore, Antonio Mutti. E proprio in relazione a questa assoluzione arriva il commento di soddisfazione dei due legali del professore. Gli avvocati Stefano Delsignore e Mario Bonati «esprimono soddisfazione per l’esito del processo a conclusione di una vicenda particolarmente dolorosa per il professor Antonio Mutti che, da sempre, ha affermato di avere correttamente operato nell’interesse esclusivo dell’Università di Parma».

Mutti - coinvolto anche nell'inchiesta Conquibus, che ha portato agli arresti domiciliari l'ex primario di Ematologia, Franco Aversa - era accusato di peculato per la vicenda dei 175.951 euro delle quote di iscrizione ai master sulla terapia del dolore e le cure palliative che Fanelli si sarebbe intascato tra il 2014 e il 2017. In concorso con Mutti era imputata anche l'ex segretaria di Fanelli, Katia Zatorri, condannata a due anni di reclusione e al pagamento di una multa da mille euro. La pena è però stata sospesa. Il gup ha stabilito il non luogo a procedere per Bruno Cammi, anche lui coinvolto nelle quote delle borse di studio, perché la sua posizione era già stata archiviata, mentre la seconda assoluzione è arrivata per un imputato «minore», Emanuele Savoldini. Contro le due assoluzioni la procura potrebbe però impugnare la sentenza.

FANELLI A PROCESSO

Con l'udienza preliminare di ieri riprende il filone processuale nato dall'inchiesta coordinata dai pm Giuseppe Amara e Paola Dal Monte e portata avanti dai Nas che a maggio 2017 portò all'arresto dell'ex primario della 2a Anestesia dell'ospedale Maggiore e di altre 18 persone, oltre all'iscrizione nel registro degli indagati di 87 nomi.

Vista la complessità delle indagini e la mole di reati, «Pasimafi» era stata divisa in due filoni. Quello secondario è legato all'abuso d'ufficio (dieci dei 15 imputati sono stati rinviati a giudizio) per quattro concorsi, dedicati all'assunzione di medici e ricercatori, che l'accusa ritiene essere stati truccati, mentre il filone principale riguarda l'associazione a delinquere, unita all'accusa di corruzione e ad altri reati, per la vicenda delle bustarelle che sarebbero state pagate per promuovere, senza rispettare le procedure, farmaci e dispositivi medici.

Ed è per questo filone principale che ieri il gup ha rinviato a giudizio Guido Fanelli e altri 23 imputati, tra cui due società farmaceutiche: la Molteni e le Aziende chimiche riunite. Le persone rinviate a giudizio, oltre all'ex primario e al suo braccio destro, Massimo Allegri, sono: i figli Roberto e Andrea, Antonio Scianitti, Giulio Corno, Giovanni Capasso, Elisa Scaccabarozzi, Raffaella Greco, Fiorella Edi Nobili, Federico Seghi Recli, Paolo Reggiani, Giuseppe Isoni, Bruno Fiorentino, Fabio De Luca, Tiziana Carnicelli, Antonella Lettieri, Mauro Trinca, Giorgio Di Dato, Mauro Vendrami, Daniela Simonetto, Giorgetta Leporati e Pierfranco Salcuni.

La prossima udienza è stata fissata a fine novembre, cioè in pieno autunno, quando il tribunale, sprovvisto di spazi idonei ad ospitare un processo affollato come questo, dovrà decidere di affittare aule esterne (vedi la soluzione dell'Auditorium Paganini) per rispettare le misure anticontagio.

FILONE PARMIGIANO

Oltre la metà delle accuse di «Pasimafi» a novembre aveva lasciato Parma. Il gup Micucci aveva dichiarato l'incompetenza territoriale disponendo il trasferimento della maggior parte dei capi d'imputazione (62 in totale quelli contestati) a Lecco, soprattutto, e in parte a La Spezia. Sarà però il tribunale di Parma a decidere sui reati di associazione a delinquere e peculato.

 

 

 

 

P.Dall.

 

Una sfilza di rinvii a giudizio e nell'elenco c'è anche lui, Guido Fanelli, il luminare delle terapie contro il dolore finito suo malgrado sotto i riflettori della cronaca giudiziaria a causa dell'inchiesta sul presunto giro di mazzette per spingere...

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