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Dopo sei colpi in pochi giorni

Preso il ladro della mascherina

07 giugno 2020, 05:08

Preso il ladro della mascherina

LUCA PELAGATTI

 

Alla fine ha perso la mascherina. Così adesso il rapinatore delle farmacie ha un volto e un nome. E i commercianti della città possono tirare un sospiro di sollievo.

E' stato fermato, infatti, nelle scorse ore il bandito solitario che da lunedì a giovedì ha colpito sei volte prendendo di mira in quattro casi una farmacia e per altre due dei negozi della catena Tigotà.

Il fermo sarebbe stato compiuto dagli uomini della polizia di Stato che però, per il momento, non commentano e non confermano. Ma la notizia ha iniziato a circolare e nei prossimi giorni è prevista l'udienza di convalida.

Se non si può quindi sapere ancora chi sia il rapinatore sembrerebbe invece confermato che in queste ore in borgo della Posta è in corso un frenetico lavoro di analisi dei filmati delle telecamere e di incrocio delle testimonianze delle vittime: lo scopo, ovviamente, è quello di accertare che tutti i colpi siano stati commessi dalla stessa persona che ha agito sempre da solo. Armato, in alcuni casi, di un coltello e, sempre, da una strana spavalderia. Come se pensasse di poterla fare comunque franca.

L'uomo, infatti, è stato descritto da chi se l'è trovato davanti come calmo e padrone della situazione. Come chi, probabilmente già in passato, ha provato la botta d'adrenalina che scatta quando si entra in un negozio per pronunciare la solita frase: «Dammi i soldi e non fiatare».

Questo più o meno era infatti il biglietto da visita del rapinatore che sperando di non essere identificato indossava la mascherina sul volto, occhiali scuri e un cappello da baseball calcato in testa. Altro segno particolare il sacchetto: in diversi colpi l'uomo è entrato nell'esercizio commerciale con un sacchetto in mano in cui faceva intuire di avere un arma. Che però non c'è stata neppure la necessità di mostrare.

E' andata così nelle farmacie Costa, Montebello, Mentana e Fleming e nei negozi Tigotà di piazzale Caduti del Lavoro e di via D'Azeglio.

In tutti i casi il rapinatore si è poi fiondato sulla cassa arraffando quello che trovava: quasi mai grosse somme e questo spiega, forse, perché colpisse due volte di fila nella stessa giornata. Per mettere insieme la somma che lo rendeva tranquillo. Almeno fino al prossimo colpo.

Poi, secondo le prime ricostruzioni, si allontanava a piedi dalla zona per raggiungere una bici che aveva nascosto in precedenza. Questo gli consentiva di spostarsi anche di parecchio e di scegliere un nuovo negozio dove colpire. Che si tratti di un pregiudicato è confermato anche da un altro dettaglio: il rapinatore ha più volte chiesto di avere la registrazione delle telecamere di sorveglianza installate all'interno. Una precauzione logica se si sa che la propria immagine è già presente negli schedari delle forze dell'ordine che però, a parte questi sospetti, hanno avuto poco in mano per arrivare al rapinatore. La protezione per il virus lo copriva quasi del tutto e solo due dettagli sono stati confermati da tutte le vittime: la pelle abbronzata e l'accento con ogni probabilità napoletano.

Ora che la mascherina è caduta si potrà sapere anche il resto. Chi sia questo bandito seriale. E come pensava di non pagare il conto per le sue razzie a raffica.

 

LUCA PELAGATTI Alla fine ha perso la mascherina. Così adesso il rapinatore delle farmacie ha un volto e un nome. E i commercianti della città possono tirare un sospiro di sollievo. E' stato fermato, infatti, nelle scorse ore il bandito solitario...

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