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Coronavirus

Nouvenne: «I grandi vecchi? Si ammalano meno e guariscono prima»

08 giugno 2020, 05:06

Nouvenne: «I grandi vecchi? Si ammalano meno e guariscono prima»

ISABELLA SPAGNOLI

I grandi vecchi? Probabilmente si ammalano meno di Covid – 19 e se contraggono il virus presentano sintomi meno acuti della malattia, rispetto ai giovani. Inoltre, la guarigione, in questi soggetti, è spesso più celere.

L’interessante osservazione viene fatta da Antonio Nouvenne, dirigente medico nel Padiglione Barbieri che, durante la pandemia, è sempre stato in prima fila e ha fatto parte anche delle unità mobili multidisciplinari che hanno visitato le case protette.

«Negli anziani dai 90 anni in su, è più frequente trovare pazienti che hanno un’immagina clinica da Covid -19 ma con tampone negativo. Ciò non significa che il tampone sia stato fatto male, ma dipende proprio dalla peculiarità fisica di questi pazienti. Ho, poi, fatto una riflessione personale: sembra che quando questi grandi anziani risultano positivi, hanno una negativizzazione del tampone più celere rispetto alle classi più giovani».

«Si stanno facendo studi immunologici - aggiunge Nouvenne - che evidenziano varie teorie. Qualcuno afferma che i grandi vecchi nel corso della vita hanno passato altre pandemie, importanti virus, e per questo motivo, il loro corpo ha conservato una sorta di memoria. Non dimentichiamo, poi, che gli anziani che hanno superato i 90 fanno parte di una generazione sicuramente più robusta. Ciò che è sicuro è che il comportamento del virus nei confronti di questa fascia di popolazione è differente. Le due età estreme della vita, l’infanzia e la vecchiaia, presentano un andamento diverso del Coronavirus rispetto ai giovani».

Nouvenne si concentra, poi, sull’immunosenescenza (invecchiamento del sistema immunitario), che nella persona anziana è più debole.

«Si sa che il Covid -19, scatena una riposta esagerata del sistema immunitario responsabile di una reazione infiammatoria violenta contro vasi sanguinei, polmoni, ecc. Gli anziani in virtù di questo assetto di immunosenescenza (e quindi risposta immunitaria meno importante, ndr) potrebbero essere dunque più protetti».

Il Covid -19 ha fatto danni drammatici sia a livello fisico ma anche dal punto antropologico e sociale con gravi ripercussioni psicologiche. Proprio gli anziani hanno subìto molto l’isolamento, spaventati dal virus ma anche indeboliti dalla mancanza dei loro punti di riferimento.

«Credo sia venuto il momento di dare ai nostri genitori e ai nostri nonni un minimo di libertà. Sì, dunque, alla passeggiata al parco, o fare la spesa, a condizione di saperli protetti dalla mascherina e raccomandandoci con loro di evitare luoghi di aggregazione, soprattutto al chiuso - sottolinea Nouvenne -. Anche oggi vale una regola importante: prima riusciamo ad individuare pazienti positivi, prima arriviamo alla cura e quindi evitiamo l’autoisolamento. Dobbiamo essere molto fermi sul rispetto delle regole base (distanziamento, mascherina ed evitare contatti) però non dobbiamo chiudere gli anziani in casa se no rischiamo di creare grossi guai a livello psicologico».

« La situazione delle case di riposo è stata meno drammatica rispetto ad altri territori perché abbiamo attivato un sistema che ha dato a tutti le stesse possibilità di cura. Recandoci personalmente in queste presidi sanitari periferici con unità mobili multidisciplinari non abbiamo lasciato soli gli operatori delle strutture e gli anziani stessi poiché siamo intervenuti con tempestività. In due settimane abbiamo visitato gli 800 pazienti delle case di riposo della provincia di Parma prendendoci cura di tutti. Per noi questo è motivo di grande orgoglio».

ISABELLA SPAGNOLI I grandi vecchi? Probabilmente si ammalano meno di Covid – 19 e se contraggono il virus presentano sintomi meno acuti della malattia, rispetto ai giovani. Inoltre, la guarigione, in questi soggetti, è spesso più celere....

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