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CORONAVIRUS

Covid, il punto al Maggiore: finita l'emergenza, ma non il pericolo

09 giugno 2020, 05:08

Covid, il punto al Maggiore: finita l'emergenza, ma non il pericolo

KATIA GOLINI

Undici al Barbieri, cinque in Prima anestesia, altrettanti seguiti dall'altro reparto di Rianimazione del Maggiore, otto in terapia semi-intensiva: ecco, in estrema sintesi, la fotografia dei malati covid in carico all'ospedale cittadino in questo momento. Molti, dopo mesi di cure, si possono definire in via di guarigione. Per altri invece la situazione rimane delicata. Finita l'emergenza vera e propria, la situazione non va però presa sotto gamba, il pericolo della seconda ondata non è affatto scongiurato. A fase 3 avviata, da un lato prosegue il flusso delle buone notizie, dall'altro gli esperti non si stancano di raccomandare alti livelli di attenzione. Un dato vale per tutti: da giorni non si registrano nuovi ricoveri. Ma il virus continua a vivere tra noi.

PADIGLIONE BARBIERI
Nel reparto covid del padiglione Barbieri sono 11 i pazienti in cura, positivi al virus, a cui se ne aggiungono 112 cosiddetti «grigi», ossia entrati nel percorso covid, classificati come sospetti. «Si tratta di osservati speciali - spiega Tiziana Meschi, direttore del Dipartimento geriatrico-riabilitativo e direttore di Unità complessa di medicina interna e lungodegenza critica, in prima linea dall'inizio dell'emergenza -. Presentano sintomatologia simile ai malati covid ma non è ancora detto che ne siano veramente affetti. In ogni caso si trovano in isolamento e non sono in gravi condizioni. La situazione è sicuramente più tranquilla rispetto alle settimane che ci siamo lasciati alle spalle, ma l'attenzione deve restare alta perché il virus continua a circolare». Difficile dire adesso con certezza se sia il virus che ha perso potenza o se stiamo beneficiando delle misure restrittive messe in atto negli scorsi mesi. «Sicuramente stiamo vivendo un momento di tregua - prosegue la professoressa Meschi -. Curare i malati in queste condizioni è molto diverso rispetto a qualche settimana fa quando abbiamo avuto anche 380 malati covid ricoverati in contemporanea. E' evidente che si tratta di un altro modo di lavorare. Se ne sono andati i medici degli altri reparti, continuiamo però a rispettare turni particolari, resta attiva la collaborazione con la Seconda anestesia e l'assistenza rimane invariata, così come il reparto che resta rigorosamente isolato dal resto della struttura. Possiamo tirare un sospiro di sollievo, ma non ci stanchiamo di dire che la guardia deve restare alta».

SECONDA ANESTESIA
Entrati in gravi condizioni mesi fa - si spera in via di guarigione - anche i pazienti seguiti della Seconda anestesia, che fortunatamente a sua volta si sta via via alleggerendo di casi covid. «Sono sempre meno gli accessi dal Pronto soccorso e i ricoveri - spiega Elena Giovanna Bignami, direttore del reparto e ordinario di Anestesia dell'Università -. Continuiamo ad essere di supporto al reparto covid diretto dalla professoressa Meschi, di cui seguiamo 4-5 pazienti particolarmente impegnativi. Poi ci sono quelli provenienti dalle sale operatorie, "grigi" o positivi, che sono circa uno al giorno e vanno tenuti in isolamento per la sicurezza di tutti gli altri ricoverati. Da settimane però non registriamo casi gravi». Se per l'emergenza-urgenza e per i malati oncologici il servizio è rimasto sempre attivo, anche la Seconda anestesia si avvia dunque verso la normalità, non senza qualche puntino di sospensione. «E' molto importante - ribadisce la prof Bignami -, in questa delicata fase, rispettare le norme sanitarie per evitare la ripresa del contagio. Quello che possono fare i cittadini è fondamentale al fine di arginare la ripresa dell'epidemia. Non possiamo sapere se sia meno cattivo il virus o se il miglioramento che vediamo dipende dall'isolamento che abbiamo rispettato nei mesi passati, anche se propendo per la seconda ipotesi. Cosa ci dobbiamo aspettare? Di sicuro i comportamenti corretti saranno fondamentali per scongiurare il peggio».

PRIMA ANESTESIA
Sandra Rossi, alla guida della Prima anestesia e rianimazione del Maggiore, conferma il trend: «Nessun nuovo ricovero da diversi giorni, ma ancora 5 pazienti ricoverati da fine marzo. Per alcuni possiamo prevedere tempi di svezzamento relativamente brevi, salvo complicanze, per altri serve ancora molta cautela».

TERAPIA SEMI-INTENSIVA
«Sono al momento 8 i ricoverati nel mio reparto - aggiunge Maria Majori, direttore dell'Unità operativa complessa di pneumologia ed endoscopia toracica, che comprende la sezione di degenza dei terapia semi-intensiva respiratoria -. Si tratta di pazienti fuori dal pericolo covid, ma complessi, che stiamo svezzando dalla ventilazione e dalla tracheotomia. Non è possibile ad ora sciogliere la prognosi».

KATIA GOLINI Undici al Barbieri, cinque in Prima anestesia, altrettanti seguiti dall'altro reparto di Rianimazione del Maggiore, otto in terapia semi-intensiva: ecco, in estrema sintesi, la fotografia dei malati covid in carico all'ospedale...

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