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Barbara Lori: «Finanziamenti e servizi per il rilancio della montagna»

15 giugno 2020, 05:02

Barbara Lori: «Finanziamenti e servizi per il rilancio della montagna»

STEFANO PILERI

Barbara Lori non aveva avuto neanche il tempo di prendere possesso del suo nuovo ufficio da assessore regionale alla Montagna. Pochi giorni dopo l'insediamento della giunta Bonaccini, a fine febbraio, era finita in ospedale alle prese con il coronavirus. «Sì, diciamo che è stato un inizio un po' in salita... Ma da qualche settimana siamo a pieno regime. E i primi progetti lo dimostrano». Il riferimento è ovviamente al bando per aiutare chi decide di trasferirsi in montagna. «Il bando risponde a diverse ed importanti esigenze: contrastare ed invertire la tendenza allo spopolamento che investe larga parte dell’Appennino emiliano-romagnolo, ma anche promuovere e valorizzare il recupero del patrimonio edilizio esistente e sostenere la tenuta del sistema economico locale. Ci rivolgiamo principalmente alle giovani coppie (nelle quali almeno uno dei componenti ha meno di 40 anni) ma anche a singoli che decidono di trasferirsi in montagna o di rimanervi acquistando o ristrutturando un’abitazione dove trasferire la propria residenza».

Dai sindaci sono arrivati molti consensi, ma alcuni hanno sollevato dubbi sul fatto che i 10 milioni siano pochi per 119 borghi montani...
Abbiamo messo a disposizione del bando 10 milioni di euro. È una rilevante opportunità per la montagna. In questa prima fase il mio impegno è per fare in modo che tutte le risorse disponibili vengano impiegate e per questo stiamo attivando una serie di iniziative per far conoscere il bando nel modo più efficace possibile. La collaborazione degli amministratori locali, ma anche delle associazioni, comprese quelle sindacali e d’impresa, sarà fondamentale. Se, come crediamo, il bando avrà successo, il Presidente Bonaccini si è impegnato a rifinanziarlo per tutti i cinque anni del mandato.

Il contributo di trentamila euro per una famiglia che decide di trasferirsi in montagna è insufficiente?
L’entità massima del contributo erogabile è pari al 50% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 30mila euro. Per quanto riguarda l’acquisto l’importo è a diretto beneficio del richiedente mentre per quanto riguarda il recupero occorre tenere presente che il contributo si somma, e non si sostituisce, alle agevolazioni fiscali previste dalle norme nazionali. La somma dei due “bonus”, a seconda delle tipologie di intervento, può potenzialmente coprire fino ad un importo prossimo al 100% dell’intervento di ristrutturazione.

Da più parti si sottolinea che i primi problemi della montagna sono la mancanza di servizi e di lavoro
Sono considerazioni vere e su entrambi i fronti abbiamo già iniziato a lavorare. Una prima iniziativa importante per sostenere l’occupazione in montagna è stata il bando per il taglio dell’IRAP che si è chiuso nei giorni scorsi: oltre 7mila richieste e contributi per 22milioni di euro destinati a imprese e attività commerciali di dimensione medio-piccola oltre che ai professionisti. Una misura che ha assunto un grande valore, anche in chiave di ripresa post-Covid, che si affianca alle diverse iniziative in campo per il sostegno all’agricoltura, con particolare riferimento al ricambio generazionale e all’innovazione dei processi. Sui servizi, l’Assemblea Legislativa ha approvato proprio in questi giorni le linee di mandato in cui sono indicati vari obiettivi per il rafforzamento sia in ambito sociale che sanitario oltre a nuove opportunità per servizi educativi e per la prima infanzia.

Avete promesso la riapertura del punto nascite di Borgotaro. Si va avanti?
Sui punti nascita si è già espresso il presidente Bonaccini. Lavoriamo, insieme all’assessore Donini, nella direzione da lui indicata.

A parte alcune esperienze pilota, la montagna risente di pesanti problemi per le connessioni internet..
«L’emergenza sanitaria ha fatto emergere con ancor maggior vigore l’esigenza di intervenire per ridurre il digital divide che rappresenta un ostacolo reale all’insediamento e allo sviluppo delle aziende ma anche alla permanenza di chi sceglie di vivere in montagna; in questa direzione abbiamo da poco presentato un piano da 49milioni di euro per la connettività destinati a famiglie e imprese dell’Appennino tramite voucher e interventi strutturali a partire dalle scuole non ancora dotate di banda larga .

Quest'estate, complice l'emergenza Covid, sembra segnare una riscoperta del nostro appennino dal punto di vista turistico. Cosa fare per non renderlo un fenomeno contingente legato solo a quest'anno di emergenza?
Il turismo, esperienziale, sostenibile e di qualità, potrà essere un settore trainante dell’economia anche in Appennino, attraverso un’offerta differenziata e destagionalizzata e con un forte investimento sulla promo-commercializzazione del territorio che in questi ultimi anni si è iniziato ad organizzare anche grazie alle sinergie tra comuni, parchi, destinazione turistica, gal. Nei giorni scorsi è stata lanciata una campagna di spot sulle TV locali e nazionali per promuovere le bellezze delle nostre montagne e dei nostri parchi: è un patrimonio straordinario che dobbiamo valorizzare.

La Provincia è da tempo alle prese con poche risorse per la viabilità. E soprattutto per le strade di montagna rischia di essere un problema.
Nei prossimi mesi lavoreremo per la stesura di una nuova legge regionale sulla montagna che sarà la cornice di riferimento per un’azione di sostegno e promozione complessivi del territorio. Per quanto riguarda la viabilità, con i colleghi con delega a infrastrutture e ambiente abbiamo avviato un primo confronto sul tema. La scelta di destinare risorse straordinarie dedicate per la manutenzione stradale e la sicurezza del territorio (prevenzione del dissesto idrogeologico, manutenzione dei corsi d’acqua, accrescimento del patrimonio arboricolo) sarà resa stabile nel tempo, al pari del sostegno agli investimenti dei Comuni per opere pubbliche immediatamente cantierabili. Costante sarà lo sforzo per il mantenimento delle condizioni ottimali della viabilità montana, sia quella di collegamento con i centri urbani di pianura, sia quella vicinale a sostegno dell’attività delle aziende agricole e forestali.

Anche di recente sulle richieste di Parma alla regione si è avuta da più parti l'impressione di essere ancora trascurati…
Il presidente Bonaccini ha illustrato un piano di interventi – declinato in questi giorni con la presentazione del programma di mandato – per rilanciare l’economia regionale a partire da quegli interventi prioritari “cantierabili” nei tempi più rapidi possibili. Oggi non serve compilare lunghi elenchi di opere che poi rimangono per decenni sulla carta, ma investire tutte le risorse disponibili per produrre risultati e offrire risposte concrete a cittadini e imprese. Lavoriamo quotidianamente affinché a questo primo “bazooka” ne possano seguire altri seguendo due parole d’ordine: concretezza, sostenibilità, dialogo con i territori.

Fra le richieste di Parma, in tema di dissesto idrogeologico e di sicurezza idraulica, ci sono quelle per realizzare le dighe di Vetto e di Armorano. Da ex sindaco di Felino, come giudica il progetto della cassa di espansione sul Baganza?
Il tema del dissesto idogeologico e della sicurezza idraulica deve essere affrontato sulla base di accurate valutazioni tecniche. Ed è quello che il presidente Bonaccini si è impegnato a fare anche per le proposte arrivate da Parma. E così faremo. Le opere già previste e approvate invece non sono in discussione. Per la cassa di espansione mi aspetto che nella fase esecutiva sia prestata la massima attenzione alla mitigazione ambientale dell'opera».

Lei ha anche le deleghe alle pari opportunità, quali i primi provvedimenti?
Il lockdown ha reso prioritario un intervento specifico e mirato a sostegno delle donne – purtroppo ancora tante – vittime di violenza tra le mura domestiche. La Regione ha disposto uno stanziamento straordinario di circa 357 mila euro che si aggiunge ai fondi assegnati all’Emilia-Romagna dal Ministero per le Pari opportunità e la famiglia nell’ambito degli interventi urgenti a favore dei comuni per dotare i centri antiviolenza di quanto necessario per l’accoglienza in sicurezza delle donne vittime di violenza. Nel periodo 1° marzo – 16 aprile 2020 sono oltre 280 le donne emiliano-romagnole che hanno contattato il numero “antiviolenza” 1522 che si è affiancato al lavoro che sul territorio hanno svolto i Centri antiviolenza e le Case rifugio: una rete straordinaria che è rimasta costantemente attiva, nonostante l’emergenza.

Perché le dimissioni da consigliere regionale?
È stata una decisione assunta collegialmente dalla Giunta d’intesa con il Pd Regionale e locale, con l’obiettivo di rafforzare la rappresentanza dei territori e, nel mio caso, della provincia di Parma.

Da quasi un anno il suo partito, il Pd è tornato al governo nazionale. Che giudizio di questo Conte II?
Il Presidente Conte e i Ministri hanno affrontato l’emergenza assumendosi una responsabilità grande in una condizione inedita e straordinariamente difficile. Al Governo, nel suo complesso, va il mio ringraziamento da cittadina e da Assessore di una delle Regioni più colpite dal Covid. L’iniziativa assunta dal Premier a livello europeo, con la sponda del Commissario Gentiloni, è stata decisamente efficace e oggi apre una prospettiva che apre sulla possibilità di vari interventi per sostenere la ripresa economica e difendere le persone più esposte alla recessione. Occorre essere incisivi e rapidi.

STEFANO PILERI Barbara Lori non aveva avuto neanche il tempo di prendere possesso del suo nuovo ufficio da assessore regionale alla Montagna. Pochi giorni dopo l'insediamento della giunta Bonaccini, a fine febbraio, era finita in ospedale alle...

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