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FERROVIA

Fermata dell'Alta velocità: alla Camera il no di Pd e M5s ai finanziamenti chiesti dalla Lega

24 giugno 2020, 05:06

Fermata dell'Alta velocità: alla Camera il no di Pd e M5s ai finanziamenti chiesti dalla Lega

Primo ostacolo sul cammino per la realizzazione della fermata dell'Alta velocità in zona Fiere, dopo che alla Camera la maggioranza ha bocciato un emendamento leghista che chiedeva 5 milioni di euro in due anni per finanziare lo studio di fattibilità e la progettazione dell'opera.

«In commissione Bilancio della Camera, relatori del Decreto Rilancio Misiti (M5s), Marattin (Italia Viva), Melilli (Pd) e il sottosegretario Misiani (Pd) hanno espresso il parere contrario della maggioranza all'emendamento che ho presentato per chiedere al Governo 5 milioni di euro per avviare subito la progettazione della nuova stazione dell'Alta velocità alle Fiere di Parma», denuncia la deputata parmigiana della Lega, Laura Cavandoli.

«E' un atto politico con cui Pd e 5 Stelle dicono no all'Alta velocità a Parma - sostiene Cavandoli -. Credo sia il momento della chiarezza, la città non merita altre prese in giro». La parlamentare leghista non risparmia le critiche: «L'Alta velocità serve subito e non si costruisce da sola con le parole. Il Pd può proporre tutti gli ordini del giorno in consiglio comunale a Parma che vuole, ma se poi a Roma il Governo e il partito votano contro, la città può solo sentirsi tradita».

Ma non tutto è perduto, perché come specifica la stessa Cavandoli «visto che non si è ancora votato in commissione il mio emendamento potrebbe anche essere approvato. Tutto dipende dalla volontà delle istituzioni del territorio e dei partiti come il Pd che non solo in sede locale si sono espressi a favore dell'opera, di pretendere coerenza e atti concreti dai propri referenti al Governo e in Parlamento».

«Se Parma dovesse perdere oggi per la seconda volta la stazione dell'Alta velocità per le scelte politiche degli stessi partiti di ieri, non sarebbe positivo per la città e neppure per quei partiti», conclude Laura Cavandoli.

A favore della fermata interviene anche l'assessore all'Urbanistica e ai Lavori pubblici, Michele Alinovi. «Questa ipotesi resta la migliore nel lungo periodo - scrive in un lungo post sulla sua pagina Facebook - perché non ha problemi di "rottura di carico" e perché potrebbe lavorare in sinergia con la Mediopadana, non sottraendo di fatto passeggeri ma dando risposta ad una richiesta di trasporto su ferro che la stazione di Reggio Emilia non soddisfa». Nel suo post Alinovi ricorda che nei giorni scorsi c'è stato «un confronto ad ampio raggio», con la segreteria tecnica del ministro alle Infrastrutture ed Rfi. Sul tavolo ci sono tre ipotesi, ricorda sempre l'assessore: oltre alla fermata nei pressi di Baganzola, si parla di un maggiore utilizzo dell'interconnessione e di un potenziamento dei collegamenti con la Mediopadana, a Reggio Emilia.

Ma la bocciatura in commissione alla Camera dell'emendamento leghista scatena le critiche di Francesca Gambarini, responsabile regionale di Cambiamo. «Non possiamo che augurarci che la maggioranza cambi idea e si renda conto dell'importanza che la stazione Tav avrebbe per la nostra città».

P.Dall.

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