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Trasporti

Nuova stazione AV, il «no» non ferma il cammino

25 giugno 2020, 05:05

Nuova stazione AV, il «no» non ferma il cammino

GIAN LUCA ZURLINI

Il "no" all'emendamento di Laura Cavandoli per finanziare con 5 milioni lo studio di fattibilità dell'infrastruttura non fermerà il cammino verso la possibile realizzazione della nuova stazione dell'Alta velocità alle Fiere di Baganzola. È questo il pensiero di quasi tutti i rappresentanti delle istituzioni e delle parti politiche all'indomani dello "stop" alla richiesta della parlamentare leghista parmigiana. C'è però un "no" secco alla nuova stazione che arriva dal parlamentare reggiano del Movimento 5 Stelle Davide Zanichelli che boccia senza appello l'opera e potrebbe creare qualche difficoltà in eventuali futuri passaggi parlamentari.

IL NO DI ZANICHELLI (5S)

Davide Zanichelli afferma che «la proposta della Lega per inserire 5 milioni nel decreto Rilancio per lo studio di fattibilità di un'ipotetica Mediopadana bis a Parma ha avuto un parere contrario. Dispiace vedere - prosegue il pentastellato - che il centrodestra dimentichi invece ad esempio il raddoppio della Pontremolese e che tutti i partiti non vedano i disagi nei trasporti locali e le necessità dei pendolari. Al massimo per la fiera di Parma si può pensare di studiare una fermata leggera al servizio delle manifestazioni fieristiche, ma non una Mediopadana bis da 80 milioni a 5 minuti da un'altra stazione esistente. Rimarchiamo che le priorità sono altre».

ALINOVI: L'IDEA PROSEGUE

L'assessore ai Lavori pubblici del comune di Parma Michele Alinovi, che sta seguendo da tempo in prima persona l'iter per arrivare allo studio di fattibilità della stazione non drammatizza il "no" del Parlamento: «Non entro nelle dinamiche nazionali che hanno portato alla bocciatura dell'emendamento leghista. Ciò che ci interessa, come comune di Parma è arrivare al risultato di un migliore collegamento del nostro territorio con il sistema trasportistico dell'Alta Velocità. E a questo riguardo sia il presidente della Regione Bonaccini che il ministro De Micheli hanno manifestato la loro volontà di arrivare a uno studio di fattibilità della nuova stazione, per cui il percorso va avanti e l'obiettivo è arrivare a una soluzione tecnica che evidenzi la non contrapposizione fra la Mediopadana di Reggio Emilia e un'eventuale nuova stazione a Parma». L'assessore sottolinea poi che «questa scelta non va vissuta in termini di scontro campanilistico fra Parma e Reggio Emilia. Al contrario, credo che si debba vedere come un'opportunità maggiore per entrambi i territori. I numeri dicono che oggi da Reggio viene a Parma solo il 5% dei passeggeri che transitano dalla Mediopadana, che quindi non viene vista dai turisti, per vari motivi, come un'opportunità per raggiungere la nostra città e il suo territorio. Quindi, concludendo, la strada tracciata va avanti anche oltre questa bocciatura e l'obiettivo non è in alcun modo compromesso».

CAVANDOLI: «SONO DELUSA»

Laura Cavandoli, da parte propria, non nasconde neppure il giorno dopo la propria delusione per il no al suo emendamento: «Si trattava di una cifra di 5 milioni inserita in un decreto da 55 miliardi. Purtroppo con il no si è persa un'occasione per Parma e sono sinceramente delusa, perché alla prova dei fatti Pd e 5Stelle hanno ancora una volta voltato le spalle alla nostra città. In più penso che sarà difficile in tempi brevi trovare altri provvedimenti dedicati alle infrastrutture e la conseguenza è che la nostra città rimanga ancora per molti anni un'incompiuta dal punto di vista delle infrastrutture di grande comunicazione da cui, oggi, di fatto è tagliata fuori».

CESARI: IDEA ISOLATA

Nicola Cesari, esponente di Italia Viva e sindaco di Sorbolo Mezzani, giudica «del tutto ininfluente sull'esito finale del percorso dell'Alta Velocità a Parma la bocciatura di questo emendamento della Cavandoli. Si tratta di un'iniziativa pensata male e presentata peggio per piantare una bandierina senza cercare la necessaria condivisione. Ma la sua bocciatura non compromette nulla di particolare».

PD: «MANCATA L'UNITÀ»

Per gli esponenti del Pd locale, infine, l'iniziativa della Cavandoli non è stata condivisa con le altre forze politiche e istituzionali. Il presidente della Provincia Diego Rossi spiega che «non è con iniziative di parte non concordate con altri che si possono ottenere risultati. La stazione dell'Alta Velocità deve essere un obbiettivo su cui ragionare tutti assieme, senza però dimenticare le altre priorità come la Pontremolese o il potenziamento delle altre linee locali come Parma-Brescia e Parma-Suzzara. Il no all'emendamento non va inteso come un no all'ipotesi dello studio di fattibilità, ma come una bocciatura dovuta a dinamiche parlamentari. E quindi sono convinto che si andrà avanti anche nei prossimi mesi, visto che anche la Regione e il ministro De Micheli si sono detti favorevoli allo studio di fattibilità». Per Lorenzo Lavagetto, capogruppo Pd in consiglio comunale che poche settimane fa è stato il promotore di una mozione, approvata a stragrande maggioranza, a favore dello studio di fattibilità, si dice «perplesso per come è stato portato avanti questo emendamento, di cui in pochi erano a conoscenza e che non è stato preparato in modo adeguato per un'eventuale approvazione. A favore dello studio della nuova stazione c'è un'ampia convergenza di tutte le forze politiche e istituzionali di Parma, ma il percorso va portato avanti con attenzione e senza cedere alla tentazione di voler piantare delle bandierine a favore della propria parte politica». Lavagetto non ritiene però che «questa bocciatura comprometta la possibilità che si arrivi allo studio di fattibilità. Anche perché mi pare che a impegnarsi sulla vicenda sia Trenitalia e dunque l'eventuale spesa sarebbe a carico dell'azienda. Quello che è da evitare è inoltre lo scontro fra campanilismi. Va dimostrato che la stazione di Parma aggiungerebbe viaggiatori all'Alta velocità senza sottrarne a Reggio. E intanto non si deve dimenticare di lavorare per portare, nell'attesa, treni sull'interconnessione, cosa fattibile in tempi relativamente brevi».

 

 

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