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LA STORIA

Il medesanese Davide Pesci: «Le mie ''prigioni'' sul Pacifico»

26 giugno 2020, 05:06

Il medesanese Davide Pesci: «Le mie ''prigioni'' sul Pacifico»

MARIAGRAZIA MANGHI

MEDESANO Bloccato in Costa Rica, da aprile è in attesa di un volo per l’Italia. Davide Pesci, medesanese, aveva organizzato il viaggio prima dello scoppio dell’emergenza Covid. Atterrato a San Josè il 20 febbraio ha iniziato un lungo tour in solitaria, zaino in spalla lungo la costa del Pacifico e la foresta dell’interno, per scoprire una natura strepitosa e assaporare lo spirito del «pura vida»: un’avventura e chissà, magari l’occasione per cogliere al volo qualche proposta interessante di lavoro e cambiare vita.

«Fino a metà marzo arrivavano notizie allarmanti dall’Italia, ma sembrava che il virus non dovesse arrivare qui - dice collegato dall’ostello «Cool vibes» che lo ospita insieme ad altri stranieri in attesa che si riaprano le frontiere –. Dopo i primi 20 casi, il governo ha chiuso tutto, bar ristoranti parchi, spiagge, ridotto drasticamente la mobilità e i mezzi pubblici, chiuso i confini e fissato un “coprifuoco” dalle 19 alle 5 del mattino». Fermo a Dominical, paradiso dei surfisti, Davide ha visto svanire il suo progetto: «Le restrizioni mi hanno costretto ad abbandonare l’idea del work away e di conoscere cose e persone nuove. Addirittura per oltre un mese non sono riuscito ad uscire dall’ostello se non per fare la spesa. Qui la gente non ha mai perso il sorriso, ma c’era molta paura, soprattutto nei confronti di un turista italiano. Condivido queste strane peripezie, voli annullati, autobus mai arrivati, tentativi di rincasare con due ragazzi svizzeri, un 70 enne canadese, una signora israeliana, due ragazze francesi che vivono in Canada. Il mio volo con American Airlines è stato annullato; il ponte costruito dall’ambasciata italiana si è esaurito in pochi giorni. Il Costa Rica ha chiuso i confini fino al 30 giugno».

In questi mesi Davide ha tenuto un diario di viaggio: si intitola Vitamina D: «C’è la scoperta di un mondo diverso e di una natura potente - racconta, lui che è stato il promotore dell’iniziativa ecologiche di volontariato “Puliamo Medesano” («ho esportato questa esperienza oltre i confini»). Quando hanno riaperto le spiagge, ma solo dalle 5 alle 8 del mattino, mi sono buttato a pulire dalla plastica. È sconcertante vedere ogni giorno cosa ci rivomita indietro il mare e quanto sia grave la situazione».

Per questo, in occasione della Giornata della terra è stato anche intervistato dai media di Dominical e il suo impegno portato ad esempio per un rinnovato rapporto con la cura dell’ambiente. Intanto si avvicina la stagione delle piogge: «Sarebbe difficile restare in queste condizioni - ammette Davide -. Il tempo stringe, spero di rimpatriare al più presto. Questa esperienza mi ha comunque riempito e cambiato e penso di aver trovato nella solidarietà, nel rispetto e l’amore per la natura la mia strada».

Il rischio che annullino di nuovo il volo è molto alto, «come quello, nel caso si protragga il nostro soggiorno, di andare in contro a complicazioni con la stagione delle piogge in arrivo e il rischio di contrarre una febbre terribile dalle zanzare, la dengue, quindi il tempo ormai stringe. Spero, non più tardi di metà luglio, di essere rimpatriato anche perché oltre ai vari rischi, economicamente un altro mese qui sarebbe molto difficile per me».

«Diciamo - continua Davide tra entusiasmo e amarezza - che il mio piano iniziale era solo quello di staccare dopo quattro anni di lavoro h24 ma dopo dieci giorni dal mio arrivo mi sono innamorato di questa pace e ho cominciato a guardarmi intorno: non ci fosse stato il Covid non nego che avrei potuto lavorare e vivere qui per il resto della mia vita o finanziarmi lavorando, facendo un eventuale tour centro e sud America, low cost sempre tramite workaway o coachsurfing. Ma con la chiusura di ogni attività col pubblico per oltre due mesi gli eventuali sviluppi sono morti lì...».

Il progetto era davvero di grande spessore anche umano: «Si sono partito solo dopo aver regalato e venduto tutto ciò che avevo, ora la mia vita è tutta in uno zaino e casa mia si chiama mondo. Per ora vediamo di tornare a Parma...».