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LUTTO

Corcagnano, addio a Luciana Vescovi Tognoni

27 giugno 2020, 05:06

Corcagnano, addio a Luciana Vescovi Tognoni

«Forza andiamo!». Per Luciana Vescovi Tognoni, questa era la formula magica per recuperare forza ed energie, anche durante gli ultimi mesi di vita, quando le gambe non la sorreggevano più. Perché per lei il verbo «andare» significava vita, movimento e progettualità. Era un vulcano Luciana, sempre pronta ad inventarsi qualcosa di nuovo, sempre in prima linea per dare una mano agli altri. Titolare, assieme al marito, scomparso 23 anni fa, del negozio di abbigliamento Tognoni di Corcagnano, ebbe la soddisfazione di allargare la sua attività facendola diventare una piccola impresa familiare, composta da sei negozi distribuiti tra Langhirano, Felino e Parma. Al suo fianco sono sempre rimasti i due figli Gianluca e Patrick, che oggi raccontano la storia della loro instancabile mamma. «Mio padre Ivo faceva l’ambulante, entrava nelle case delle persone con garbo e pazienza per vendere la sua merce. Poi nel 1968 la decisione di aprire con la moglie il negozio di Corcagnano che divenne un punto di riferimento per tutto il paese. Mamma era un’abile commerciante, badava molto non solo alla qualità di ciò che vendeva, ma soprattutto desiderava che i suoi clienti fossero contenti e soddisfatti. Amica di tutti è riuscita a condurre una vita normale anche quando si è ammalata di Parkinson, dopo la morte di suo marito».

Luciana non si limitava a stare dietro al bancone del suo negozio ma faceva anche da «fattorina» fra gli altri punti vendita. «La famiglia, la cura della casa e il suo lavoro erano per lei motivo di vita. Ma non si limitava solo a questo, appena aveva dieci minuti di tempo si dedicava ai suoi innumerevoli hobby».

I figli spiegano che la loro mamma amava dipingere, scrivere, comporre discorsi per matrimoni e funerali e soprattutto organizzare gite per gli abitanti di Corcagnano. «Metteva insieme anche più di sessanta persone e decideva in quale luogo portarle. Ha il merito di aver fatto scoprire, per la prima volta, il mare anche a chi non vi era mai stato. Gli anziani la adoravano, era un punto di riferimento unico». Sempre allegra, luminosa, nonostante la malattia facesse inesorabile il suo corso, Luciana, giocava a bingo, andava in vacanza a Boario Terme, raccontava le barzellette, e ballava come se niente fosse, a dispetto del parkinson che ce la metteva tutta per frenarle i movimenti. «Fino a cinque mesi fa la mamma era autosufficiente – spiegano i figli -. Ma poi si è verificato il crollo totale, era priva di forze. Però, anche quando trascorreva le giornate a letto, con gli occhi chiusi, se uno di noi diceva: “Andiamo”? lei riprendeva vita, quasi a voler dire “Sono pronta”».

I.S.

 

 

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