Sei in Gweb+

TRIBUNALE

Assunzioni dei dirigenti in Comune: archiviazione per l'ex sindaco Vignali. Le motivazioni della procura

29 giugno 2020, 05:05

Assunzioni dei dirigenti in Comune: archiviazione per l'ex sindaco Vignali. Le motivazioni della procura

Tutto archiviato dopo dieci anni. Per quelle presunte assunzioni clientelari, che avrebbero causato un danno erariale di oltre 3 milioni di euro, nel registro degli indagati erano finti nomi eccellenti. Quando scoppiò il caso (era il 2010) furono accusati di abuso d'ufficio il sindaco in carica, Pietro Vignali, il suo predecessore, Elvio Ubaldi, che secondo l'accusa avrebbe avviato il meccanismo delle assunzioni, Giovanni Paolo Bernini in qualità di ex assessore al Personale, il direttore generale Carlo Frateschi, l'ex segretario comunale Stelio Manuele e il suo successore, Michele Pinzuti, nonché l'ex dirigente del settore Personale, Raffaella Rampini. Di questi, l'unico a uscire dall'inchiesta fu l'ex sindaco Ubaldi: il 23 luglio 2013 il gip archiviò la sua posizione dopo le richieste della procura.

A distanza di dieci anni si chiude questa vicenda anche per gli altri sei indagati. Il giudice per le indagini preliminari, Mattia Fiorentini, su richiesta del pubblico ministero, Paola Dal Monte, ha infatti firmato il decreto di archiviazione nei confronti di Vignali e degli altri indagati, sulla base delle motivazioni riportate dal pm.

Motivazioni che mettono la parola fine ad una vicenda che all'epoca portò, per l'ennesima volta, la giunta Vignali sotto i riflettori delle cronache locali e nazionali.

 

Nel febbraio 2010 la Guardia di finanza, dopo una lunga serie ispezioni in Municipio, sottopose all'attenzione della procura una serie di assunzioni (18) avvenute tra il 2005 e il 2009 che avevano aumentato oltre i limiti imposti dalla legge Brunetta (5%) il rapporto fra assunzioni a tempo indeterminato e incarichi fiduciari, legati cioè al mandato dell'amministrazione in carica.

Secondo le Fiamme gialle quelle assunzioni fiduciarie - possibili per legge - sarebbero potute essere clientelari e avrebbero inoltre procurato un danno erariale alle casse dell'ente pari a 3,2 milioni di euro. Nello specifico, gli incarichi avrebbero abbondantemente sforato il limite imposto per legge del 5% di dirigenti fuori pianta organica, in quanto nel 2010 le nomine fiduciarie erano 26 (il 52%) contro le 24 assunzioni in pianta stabile.

Le indagini provocarono l'ennesima ondata di indignazione, tanto fra i banchi del consiglio quanto nell'opinione pubblica, oltre alla temporanea paralisi degli uffici comunali. Ora che l'eco di quelle proteste di piazza si è spento da tempo, la procura chiede che sia scritta la parola fine alla vicenda, dato che quelle assunzioni fiduciarie non possono essere ritenute clientelari.

«Gli investigatori, ad avviso di chi scrive, sono incorsi in alcuni errori di valutazione», sottolinea il pm nella richiesta di archiviazione. «Ciò che non è stato correttamente valutato - scrive la Dal Monte - è che perché si possa configurare il reato in oggetto, è necessario dimostrare che tutte le singole assunzioni sono avvenute al solo scopo di favorire la persona assunta e che per fare ciò il sindaco che ha dato l'input per l'assunzione» e che «il dipendente/dirigente comunale che lo ha raccolto, hanno volutamente coscientemente e consapevolmente violato le norme di legge e/o quelle di regolamento e non solo quella che impone il limite del 5% dei dirigenti fuori pianta organica».

Ma per la procura non si può arrivare a questa conclusione. «Dalla lettura dei documenti contenuti nel fascicolo non vi è prova di questo, ma solo del fatto che i sindaci, in un lungo arco temporale, hanno ritenuto di nominare secondo un criterio che per come è formulato rasenta la discrezionalità, i dirigenti nei settori chiave dell'attività pubblica».

Il pm fa notare che «dalla lettura dei decreti di nomina risulta come il sindaco, o meglio il dirigente che ha materialmente predisposto la delibera in applicazione della norma che consente le assunzioni fiduciarie», in realtà «abbia ampiamente giustificato la scelta».

Le assunzioni, viene ribadito nella richiesta di archiviazione, sono state poi approvate dalla giunta comunale. Una circostanza non secondaria, in quanto «da tali dati consegue che il criterio previsto dalla legge per l'assunzione appare del tutto rispettato e non può essere invocata la violazione solo sulla base della considerazione che tali nomine nascondono assunzioni clientelari, circostanza non provata».

Per quanto riguarda il danno erariale, la procura sottolinea che non è sua competenza «verificarne l'esistenza». «Va solo sottolineato come la quantificazione fatta dalla Guardia di finanza è comprensiva di tutti gli stipendi percepiti da tutti i 18 dirigenti che comunque hanno prestato attività lavorativa e che sono fondi pubblici che il Comune avrebbe comunque speso se avesse assunto dirigenti a tempo indeterminato con procedura diversa da quella utilizzata». In altre parole, gli stipendi pagati ai 18 dirigenti il Comune li avrebbe dovuti pagare anche al personale inquadrato con contratti a tempo indeterminato.

 

r.c.

 

Tutto archiviato dopo dieci anni. Per quelle presunte assunzioni clientelari, che avrebbero causato un danno erariale di oltre 3 milioni di euro, nel registro degli indagati erano finti nomi eccellenti. Quando scoppiò il caso (era il 2010) furono...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal