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Consiglio rovente

Bardi, non si placano le polemiche: accuse incrociate tra sindaco e minoranze

30 giugno 2020, 05:02

Bardi, non si placano le polemiche: accuse incrociate tra sindaco e minoranze

BARDI Due ore di intenso dibattito e scontri: è questo il resoconto del consiglio comunale che si è tenuto domenica nella sala teatro del palazzo Maria Luigia di Bardi.

A prendere la parola è stato subito il sindaco, Giancarlo Mandelli, che si è difeso dalle numerose e pesanti accuse ricevute dalle due minoranze: «I due consiglieri di opposizione- ha dichiarato - hanno strumentalizzato a proprio comodo le situazioni. Innanzitutto, abbiamo stanziato 662 mila euro per il 2020, esattamente 7 mila euro in più di quanto speso dalla precedente amministrazione. Riguardo alle accuse di aver revocato le nomine - ha aggiunto - le ritengo prive di fondatezza: per quanto si attiene al conferimento, con la deliberazione di Giunta del 4 gennaio scorso, viene data la responsabilità dell’area tecnica all’assessore Carlo Miliciani e quella dell’area dei Sevizi Genarali al sindaco. Ribadisco la legittimità del provvedimento ai sensi dell’articolo 20 bis del regolamento comunale, per esigenze di carattere organizzativo e risparmio di spesa. La decisone di conferire l’incarico all’architetto Miliciani è inoppugnabile; il vantaggio economico in termini di risparmio della spesa è indiscutibile ed evidente secondo le carte. L’assessore è inoltre altamente qualificato per reggere la posizione, quindi l’attività del Comune non subisce alcun pregiudizio». «Seppur l’incarico al dipendente sia stato dato durante l’amministrazione Pontremoli - ha proseguito - l’impatto è quasi totalmente ricaduto sul bilancio di quella attuale. È dubbio il potere di nomina attribuito al segretario del precedente sindaco in quanto tale incarico andava ad incidere sull’amministrazione che si sarebbe insediata; la delibera di Giunta non rappresenta nessun atto illegittimo, anzi, l’atto di prolungamento dell’incarico del segretario era stato invalidamente prolungato da un organo incompetente. I consiglieri Conti e Pontremoli non meritano il ruolo che ricoprono per la falsità e la strumentalizzazione dei fatti e credo che debbano delle scuse ai cittadini di Bardi che non meritano di essere rappresentati in questo modo». Dopo l’intervento di Miliciani, pronta la replica della Pontremoli: «Non ho mai detto che quello che è stato fatto a proposito del segretario comunale è illegale, bensì che la sequenza dei fatti è anomala. Il nuovo contratto del Ccnl del 2016/2018 prevedeva che entro il 20 maggio 2019 si adeguassero i nuovi contratti ed è quello che abbiamo fatto: il nostro sindaco dovrebbe saperlo dato che era in minoranza. Noi non abbiamo mai fatto nulla contro la legge a differenza di quanto è stato dichiarato da Mandelli. Io ho riportato dei fatti, in cui risulta una segnalazione del segretario comunale alla Procura della Repubblica. Chi dovrebbe scusarsi con la cittadinanza sono proprio Mandelli e Miliciani, che continuano a dire cose non corrette per rispondere a fatti accaduti che mi guardo bene dal manipolare. E che la smettessero di parlare di quello che avrebbero dovuto fare le amministrazioni precedenti: incomincino a fare qualcosa loro o almeno a dirci cosa vogliono fare! Un anno è già passato senza vedere e fare nulla». Subito dopo, una lettera del vicesindaco, Luigi Boccacci, che ha espresso il suo “più profondo rammarico per il comportamento e le accuse del consigliere Giuseppe Conti nei confronti del sindaco, quando quest’ultimo fu colpito dal Covid-19”. «Le sue affermazioni sulla Gazzetta di Parma in cui sosteneva che Mandelli si sarebbe presentato, già malato di Coronavirus, in Municipio, senza dir nulla a nessuno e mettendo a rischio la salute dei dipendenti comunali” non le avrebbe fatte nemmeno un docente di malattie infettive. Mandelli era in contatto telefonico con entrambi i medici e ha adottato fin dall’inizio tutti i protocolli previsti». Sia Miliciani che Boccacci, di fronte ad accuse ritenute “non vere, infondate e superficiali” da parte dei due rappresentanti delle minoranze, hanno chiesto ufficialmente le dimissioni sia della Pontremoli che di Conti.

r.c.

 

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