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L'omicidio di Bedonia

«Luigi aiutava tutti, anche il suo assassino»

01 luglio 2020, 05:08

«Luigi aiutava tutti, anche il suo assassino»

MICHELE CEPARANO

Incredulità. È questo ciò che traspare dalle testimonianze dei vicini di casa. Incredulità e tanta tristezza. La gente che abita nei dintorni di Perini, poche case immerse nel verde in un paesaggio in cui la frenesia della modernità sembra davvero lontana anni luce, non si capacita per quello che è successo.

Tutti coloro che accettano di tratteggiare il ritratto di Luigi Guareschi, usano due aggettivi: generoso e altruista.

Anche con l'uomo che gli ha tolto la vita in una folle serata sul ponticello che porta alle Case delle Api, dove entrambi, vittima e assassino, erano confinanti. All'origine, pare, una discussione per dei lavori che l'omicida stava facendo sul tetto.

Guareschi, originario di Parma, dopo la pensione ottenuta come dipendente della Barilla, si era trasferito nella località del comune di Bedonia, di cui era originaria la moglie. E proprio lì, il 69enne che aveva due figli e una nipotina, si era sempre distinto per l'attenzione nei confronti di tutti, specie i più deboli e bisognosi. Persone come Sergio Molinari, che da queste parti chiamano «il rosso», a causa del colore dei capelli, e che lo ha ucciso a martellate.

Un uomo, il 63enne fermato dai carabinieri che adesso si trova nel carcere di via Burla, la cui vita sarebbe stata, invece, contrassegnata dai problemi psichici e dai disagi.

«Luigi lo ha sempre aiutato - spiega un abitante della zona - portandogli spesso cibo e sigarette».

Addirittura, in tempi di Covid-19, pare che quando la protezione civile si presentava a casa di Molinari, lui non li facesse entrare. L'unico che sarebbe riuscito a farsi aprire? Solo Guareschi.

E allora perché quell'uomo ha sfogato contro quello che era un suo amico tutta quella violenza?

«Tutto a causa dei lavori che Sergio (Molinari, ndr) stava facendo sul tetto - aggiunge un altro -. Del materiale è finito nella proprietà di Luigi che gliel'ha fatto notare. Ma senza cattiveria. Pensate che lo ha aiutato fino a poche ore prima del delitto...».

Perché Guareschi «era come un fratello. Era la persona più buona che c'era al mondo, è difficile incontrare uno come lui, sempre pronto ad aiutare tutti. Quante volte ha accompagnato Sergio (Molinari, ndr) da qualche parte in automobile perché lui non guidava più. Luigi non meritava di finire così, in mezzo alla strada».

Un uomo, il 69enne ucciso, sempre pronto ad aiutare gli altri non solo quando avevano dei problemi, ma anche nelle piccole faccende di tutti i giorni. «Ti chiedeva sempre se avevi bisogno di qualcosa - dice un altro vicino, trattenendo a fatica le lacrime - e casa sua era sempre aperta». Ed è stato l'amico Arnaldo ieri pomeriggio a suonare le campane a morto per Luigi nella chiesa di Setterone. Con un groppo in gola per un grande amico che non c'è più.

 

MICHELE CEPARANO Incredulità. È questo ciò che traspare dalle testimonianze dei vicini di casa. Incredulità e tanta tristezza. La gente che abita nei dintorni di Perini, poche case immerse nel verde in un paesaggio in cui la frenesia della...

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