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DELITTO DI BEDONIA

Movente «fragile» e brutalità, si va verso la perizia psichiatrica

02 luglio 2020, 05:08

Movente «fragile» e brutalità, si va verso la perizia psichiatrica

GEORGIA AZZALI

Quella discussione sui lavori per un muretto prima del delitto. Troppo poco per spiegare l'abisso. Un movente quasi impalpabile per un delitto brutale. Anche perché gli animi si erano subito dopo riappacificati. E allora bisogna esplorare il mondo di Sergio Molinari, le sue ansie e le sue ossessioni. Calarsi nella sua storia per tentare di dare un perché alla morte di Luigi Guareschi, che per altro pare fosse l'unico ad essere penetrato ogni tanto nella cortina di isolamento che Molinari si era costruito. La sua difesa chiederà già stamattina al gip Alessandro Conti, durante l'udienza di convalida del fermo, la perizia psichiatrica. «Lo faremo certamente - spiega Domenico Patete, il legale di Molinari -. Si tratta di una persona sicuramente affetta da una serie di problemi e per la quale era stato anche nominato un un amministratore di sostegno». Ma anche la procura sembra orientata in quella direzione. «Saranno attentamente valutati tutti questi aspetti e ci porremo lo scrupolo della perizia», sottolinea il procuratore Alfonso D'Avino. E già il gip potrebbe disporre di sua iniziativa l'accertamento.

GIÀ ASSOLTO PERCHÉ FOLLE?

In quella manciata di abitazioni della frazione di Iavole, alle porte di Bedonia, tutti conoscevano Molinari, «il rosso», le sue bizzarrie e la sua solitudine ostinata. Ma forse c'è un buio più profondo, perché già una decina d'anni fa l'uomo sarebbe stato assolto da un altro reato per totale vizio di mente, e la procura sta facendo approfondimenti. «Sì, ho saputo di questa sentenza, ma non conosco ancora i dettagli», conferma l'avvocato Patete.

IERI POMERIGGIO L'AUTOPSIA

Certo, da allora ad oggi le condizioni di Molinari, 63 anni, potrebbero essere cambiate. E comunque una patologia psichiatrica non significa automaticamente incapacità di intendere e volere. Ma proprio per questo anche gli inquirenti vogliono fare chiarezza. Chiarezza anche sulla dinamica dell'omicidio, benché non ci siano dubbi sull'identità dell'assassino, che nella notte tra lunedì e martedì ha confessato. Colpi di bastone sferrati sulla testa di Guareschi, 69 anni, con una violenza inaudita. Per ora il pm Umberto Ausiello, che coordina l'indagine portata avanti dai carabinieri, ha contestato a Molinari l'omicidio volontario senza alcuna aggravante, ma siamo nella fase iniziale. E lo scenario potrebbe cambiare, anche alla luce dell'autopsia, che si è svolta nel pomeriggio di ieri. L'esame è stato affidato a Maria Laura Schirripa, specialista dell'Istituto di medicina legale di Parma, che ha chiesto 60 giorni per il deposito della relazione. Né la difesa di Molinari né quella dei familiari di Guareschi hanno nominato consulenti di parte.

L'AGGRESSIONE E IL DELITTO

Spetterà alla consulente della procura ricostruire quell'agguato sul ponticello di Perini. Lì, dove verso le 8 di sera di lunedì, un passante trova il corpo di Guareschi. Ha il cranio fracassato e non c'è un soffio di vita. A nulla servono la corsa dei carabinieri e l'arrivo a sirene spiegate dell'ambulanza. Molinari pare avesse aspettato lì Guareschi, prima che rientrasse a casa. In quella casa così vicina alla sua.

 

GEORGIA AZZALI Quella discussione sui lavori per un muretto prima del delitto. Troppo poco per spiegare l'abisso. Un movente quasi impalpabile per un delitto brutale. Anche perché gli animi si erano subito dopo riappacificati. E allora...

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