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LA STORIA

«Quei 125 km di emozioni sulla via Francigena insieme a mia moglie»

05 luglio 2020, 05:02

«Quei 125 km di emozioni sulla via Francigena insieme a mia moglie»

VITTORIO ROTOLO

Dal Colle del Gran San Bernardo a Ivrea. Dalla Val d'Aosta al Piemonte. 125 chilometri che segnano di fatto l'inizio della Via Francigena sul suolo italiano. Un cammino che Giuseppe Banchini, manager d'azienda parmigiano, ha affrontato in sette giorni in compagnia della moglie Stefania. Vivendo un'esperienza unica sotto ogni punto di vista. Tra storia, natura e spiritualità, in luoghi dove il tempo sembra essersi fermato. «Abbiamo attraversato a piedi paesini abitati da 2-3 mila anime, dove l'esistenza delle persone scorre in maniera lenta - afferma Banchini -. Per chi come noi ha sempre avuto una vita frenetica, questa è stata una piacevolissima scoperta. Ma non certo l'unica: se il Covid ci aveva già proiettati verso una dimensione più umana, l'esperienza vissuta lungo questo tratto della Via Francigena ci ha messo in relazione con uomini e donne che un certo stile di vita lo hanno abbracciato per scelta. E ben prima del lockdown».

Per Giuseppe e Stefania, prima ancora che una bellissima avventura, è stata una scommessa. «Entrambi amiamo viaggiare, ma eravamo in cerca di qualcosa di diverso», racconta Banchini. «Solitamente - prosegue - in un viaggio si cerca di ridurre il più possibile gli spostamenti. In questo caso, invece, il trasferimento da una località all'altra è già di per sé un magnifico itinerario, che ti gusti dall'inizio alla fine. Ti lasci infatti incantare dai monumenti, dai sentieri, dalle ampie distese di verde e dai ruscelli. Al Colle del Gran San Bernardo, a 2.400 metri di altezza, alla fine di giugno assisti anche all'esplosione della primavera, con i fiori che cominciano a sbocciare. Uno spettacolo mozzafiato».

Per un pellegrino alle prime armi, lo zaino caricato in spalla sembra l'ostacolo principale. «E invece, quando sei in cammino, a tagliarti le gambe è soprattutto il caldo. Per fortuna, lo abbiamo patito solo nelle ultime due tappe verso Ivrea», dice Banchini. Lui, che negli ultimi anni ha vissuto a Milano e che per ragioni di lavoro ha girato il mondo, ripensa ora alla pace delle notti trascorse nelle strutture religiose, lungo la Via Francigena. «Siamo stati accolti dai frati a Chatillon e dalle suore ad Aosta. Nella parte svizzera del Colle del Gran San Bernardo abbiamo soggiornato in un convento dei frati agostiniani. Le suggestioni - dice ancora - scaturivano però anche dall'incontro quotidiano con le persone del posto: c'era voglia di conoscersi, una reciproca curiosità nell'avvicinarsi all'altro». Percorrere la Via Francigena è un po' come riscoprire se stessi. «Il cammino funziona come un setaccio: i pensieri superficiali scivolano via e, alla fine, rimangono solo le cose che contano davvero».

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VITTORIO ROTOLO Dal Colle del Gran San Bernardo a Ivrea. Dalla Val d'Aosta al Piemonte. 125 chilometri che segnano di fatto l'inizio della Via Francigena sul suolo italiano. Un cammino che Giuseppe Banchini, manager d'azienda parmigiano, ha...

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