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Forte dei Marmi

Jones, una promessa del calcio: «Un grande attaccante dell'Inter Club»

07 luglio 2020, 05:08

Jones, una promessa del calcio: «Un grande attaccante dell'Inter Club»

MARA VAROLI

«Ciao, vado in piscina con amici». Così Jones ha salutato la mamma, per l'ultima volta.

Erano le 7 di mattina e quando ancora la famiglia di Jones dormiva, nell'appartamento in via Monte Altissimo, è suonato il campanello. Lui ha risposto, ha preso ciabatte e costume ed è uscito: forse, in quel momento non sapeva che la comitiva, formata da 8 amici, era diretta in Versilia.

Un ragazzo riservato, educato, rispettoso e con un unico sogno: quello del calcio. E con il pallone, lui che era così timido, riusciva ad esprimere tutto se stesso. Jones Akwasi Aboagye, che ha compiuto 18 anni il 4 giugno scorso, era arrivato in Italia da Osenase in Ghana nell'agosto del 2019, in aereo con la sorella, grazie ai sacrifici e al duro lavoro della mamma, che fa le pulizie. In Ghana aveva frequentato le scuole superiori, ma soprattutto si era già fatto un nome nel mondo del calcio. Così dopo pochi mesi che era a Parma, si è presentato all'Inter Club Parma per trovare una squadra in cui giocare. E gli è bastato poco per dimostrare le sue capacità da attaccante e la sua serietà, perché Jones aveva una testa da atleta: un ragazzo calmo, che usciva solo per le partite, gli allenamenti e la scuola.

Uno sportivo sì, che però «Non sapeva nuotare. Non aveva mai visto il mare», ripete la zia tra le lacrime. E quella di Forte dei Marmi rimane la prima e l'ultima volta. «Ma cosa è accaduto domenica? Perché non aveva detto che andava così lontano? E' una tragedia davvero strana». Non si dà pace la zia, mentre la madre e la sorella si sono chiuse nel silenzio di un dolore inimmaginabile e inconsolabile. Un atleta che piano piano stava imparando la lingua italiana, frequentando un corso al Cpia, ma che sostanzialmente parlava ancora solo inglese. E nonostante questo, si era integrato benissimo in città e nell'ambiente dell'Inter Club: «Jones era un bravissimo ragazzo - sottolinea il direttore generale e capitano della squadra di Terza categoria Carlo Andrea Restano -. Era molto riservato, ma con la palla tra i piedi si faceva capire benissimo. E ora sono sconvolto, perché era un calciatore e una persona su cui tutto l'Inter Club puntava. Alla sera lo accompagnavo a casa, perché veniva agli allenamenti a piedi, a volte invece arrivava in bicicletta».

Jones era arrivato alla società del parco Martini di via Grenoble nel novembre del 2019, «ma per il tesseramento ci è voluto un po' di tempo, per via del permesso di soggiorno - continua Restano -, tuttavia, lui non mancava mai agli allenamenti. Poi ha iniziato a giocare nella prima squadra in Terza categoria: era un'ottima punta. In più si comportava molto bene, per cui lo avevamo già riconfermato. Il mister e i compagni di squadra sono molto addolorati dalla notizia della sua morte e come Inter Club certamente in futuro organizzeremo un torneo in sua memoria. Jones - conclude il capitano - fin da subito si è fatto voler bene da tutti, era sempre sorridente e aveva trovato nel calcio un modo per integrarsi».

Non solo: «Il Centro provinciale di istruzione per adulti, Cpia, è vicino alla famiglia in questo momento di grande dolore - ci tiene a dire la preside Antonia Lusardi -. Una famiglia molto presente. Jones frequentava il primo livello e come nuovo arrivato aveva buone capacità di apprendimento e in poco tempo aveva raggiunto buoni risultati. Era molto introverso, un ragazzo tranquillo e corretto, che andava d'accordo con tutti in classe. Ma soprattutto era molto riflessivo: ci pensava più volte prima di intervenire e aspettava sempre l'input del professore».

 

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