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Classifica

Pizzarotti 85º: «Ho lavorato in silenzio»

07 luglio 2020, 05:06

Pizzarotti 85º: «Ho lavorato in silenzio»

KATIA GOLINI

Tra le infinite implicazioni, l'emergenza covid pesa anche sul parere degli elettori riguardo l'operato degli amministratori locali, in particolare dei sindaci (e, in alcuni casi dei presidenti di Regione), punti di riferimento diretto per i cittadini.

Oltre al sindaco di Bari Antonio Decaro, al top della classifica, vanno forte Giorgio Gori e Marco Bucci (al terzo posto ex aequo), entrambi colpiti da tragedie di gran lunga superiori alla norma: il primo dall'ecatombe causata dalla pandemia a Bergamo, il secondo dal crollo del ponte Morandi a Genova. Non brilla invece Federico Pizzarotti. Sono lontani i tempi in cui scalava le graduatorie. Da quel terzo posto su scala nazionale raggiunto nel 2017 precipita quest’anno all’85esimo. Almeno secondo il «governance poll» pubblicato ieri dal «Sole 24 Ore».

L'edizione 2020, che premia invece il governatore Stefano Bonaccini (in leggera crescita rispetto allo scorso gennaio) confronta le percentuali di apprezzamento odierno con quelle raggiunte nell’anno della vittoria elettorale.

Con il 49,4% dei consensi, a pari merito con il collega di Lucca Alessandro Tambellini, Pizzarotti scivola nella coda della classifica che vede all'ultimo posto, il 105esimo, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, preceduto di un soffio da Virginia Raggi, sindaco di Roma in caduta libera.

Per il sindaco di Parma lo scarto in termini percentuali, rispetto al ballottaggio del 2017, è di meno 8,5 punti. Negli anni Pizzarotti ha occupato varie posizioni nella classifica stilata dal quotidiano. E' andato, solo per fare qualche esempio, dal 38esimo posto del 2012 al 43esimo del 2015 passando per il 79esimo del 2014. E' nel 2017 che il sindaco di Parma fa il grande salto risultando terzo, con una percentuale di consensi pari al 60%, recuperando 46 posizioni da un anno all'altro.

Per ammissione degli stessi sondaggisti a condizionare il giudizio dell'elettorato intervistato è l'emergenza sanitaria i cui devastanti effetti non sono ancora evidenti del tutto.

La classifica del «Sole» l’ha vista salire e scendere più volte. Oggi è al 49% di consenso, stesso risultato di quando era a metà del primo mandato. Come se lo spiega?

«Come ormai è risaputo non guardo con interesse le classifiche, né quando mi avevano posizionato al terzo posto tra i sindaci più apprezzati, né quando la classifica dava altri risultati. Oggi il "Sole 24 Ore" dice che un parmigiano su due apprezza quanto fatto finora: siamo a metà mandato e abbiamo lo stesso consenso di quando eravamo a metà del primo mandato. Il risultato finale, poi, lo conosciamo tutti. Oggi i sindaci confermano un alto consenso rispetto ai partiti e ai leader nazionali, questo perché affrontiamo in prima linea i problemi dei cittadini italiani. Detto questo, lavoriamo per fare sempre meglio».

Pensa che la gestione dell’emergenza covid abbia influenzato il giudizio degli intervistati?

«In questa classifica vedo un calo generalizzato dei sindaci dell’Emilia-Romagna, una delle regioni maggiormente colpite dal covid-19. Noi dell’Emilia-Romagna siamo usciti poco sulle tv e nei giornali, abbiamo lavorato molto e in silenzio per garantire che tutto funzionasse al meglio durante l’emergenza. Alcuni altri sindaci nella parte alta della classifica, invece, li abbiamo visti spesso in tv e sui giornali con un modello di comunicazione che ha rapito, diciamo così, la scena mediatica».

Potrebbe aver pesato il suo recente appoggio alla lista del governatore Bonaccini?

«Mi stupirebbe se si pensasse che sia un sindaco vicino a Lega, Fratelli d’Italia o Borgonzoni. Non scherziamo: quando sono stato eletto nel 2017 i parmigiani conoscevano bene il mio pensiero politico sui diritti, sulle libertà, sull’ambiente, sullo sviluppo della città».

Da indipendente ormai fuori da tempo dal Movimento 5 Stelle si sente più debole nei confronti delle istituzioni come Regione e governo?

«I maggiori risultati ottenuti, li abbiamo ottenuti quando ero in aperto dissenso con il Movimento 5 stelle, quindi, diciamo così, da indipendente. Ne elenco due su tutti gli altri: Capitale italiana della cultura ed effige di Città creativa della gastronomia Unesco, primi in Italia ad aver ottenuto questo successo. Quando si lavora per il territorio non c’entra l’appartenenza politica. Parma ha ottenuto grandi risultati non certo perché faceva parte di questo o di quel partito, ma perché ha saputo fare squadra».

 

KATIA GOLINI Tra le infinite implicazioni, l'emergenza covid pesa anche sul parere degli elettori riguardo l'operato degli amministratori locali, in particolare dei sindaci (e, in alcuni casi dei presidenti di Regione), punti di riferimento...

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