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PONTE DELLA NAVETTA

Prova sicurezza superata. E adesso si va verso la riapertura

08 luglio 2020, 05:06

Prova sicurezza superata. E adesso si va verso la riapertura

FRANCESCO FRANCESCONI

Dopo le devastazioni provocate dall’alluvione del 13 ottobre 2014, i lavori di realizzazione del nuovo ponte della Navetta sono ormai alle loro battute conclusive. Il cantiere, aperto in città da qualche anno, ha visto durante buona parte della giornata di ieri lo svolgersi delle prove di carico, con l’obiettivo di collaudare la resistenza della struttura in situazioni di massimo sovraccarico.

I lavori sono stati monitorati da Michele Alinovi, assessore ai Lavori pubblici e all’urbanistica del Comune di Parma, dall’A.T.I. di imprese esecutrici, costituita da Buia Nereo S.r.l., capogruppo dell’operazione, Maeg Costruzioni S.p.a. e Romana Scavi S.r.l., rappresentata dall’ingegner Davide Tarquini e dalla squadra di collaudatori, e da alcuni tecnici del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per la Lombardia e l’Emilia-Romagna.

Queste prove, volte a constatare le deformazioni del ponte, sono un passaggio necessario per procedere alla chiusura del collaudo statico. Successivamente, dopo il collaudo amministrativo-tecnico, si arriverà finalmente all’inaugurazione e alla riconsegna alla cittadinanza di un’infrastruttura strategica.

«Come amministrazione comunale siamo presenti per supervisionare le operazioni conclusive della realizzazione – dice Alinovi –. Questo ponte ad arcata, che ha una campata unica di 72 metri, ha una tale complessità dal punto di vista ingegneristico-strutturale, da necessitare di una certificazione di totale sicurezza».

L’obiettivo principale dell’amministrazione, oltre agli aspetti legati alla sicurezza, è rendere fruibile l’infrastruttura nel più breve tempo possibile: «Per noi l’ideale sarebbe riuscire ad aprire il ponte prima di Ferragosto – sottolinea Alinovi – ma quantomeno ci aspettiamo che venga consegnato alla città prima dell’apertura delle scuole».

Per buona parte della mattinata le gru hanno collocato sul ponte dei blocchi di cemento, ognuno rispettivamente di 3000 kg, attirando la curiosità dei passanti.

Davide Tarquini di Buia Nereo S.r.l. è entrato nei particolari di questo intervento: «Avendo una destinazione ciclopedonale, il collaudo vuole simulare una condizione di stress estremo, come ad esempio il passaggio di una folla compatta. Sul ponte – afferma Tarquini – sono state disposte circa 120 tonnellate di peso che, ripartite per la superficie totale d’impalcato, condensano circa 500 kg per ogni metro quadrato».

La spettacolarità delle operazioni, frutto di minuziosi calcoli ingegneristici, sembra essere davvero il preludio ad un evento inaugurale che finalmente permetterà a ciclisti e pedoni di poter attraversare il Baganza in totale sicurezza, ricucendo definitivamente quella ferita aperta ormai da tanto tempo.

 

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