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LA TRAGEDIA DEL FORTE

Venerdì l'autopsia sul corpo di Jones, ma per ora nessun indagato

08 luglio 2020, 05:07

Venerdì l'autopsia sul corpo di Jones, ma per ora nessun indagato

MARA VAROLI

Probabilmente si terrà venerdì l'autopsia sul corpo di Jones Akwasi Aboagye, il calciatore 18enne di origine ghanese e residente a Parma, che domenica si è tuffato dal pontile di Forte dei Marmi ed è stato inghiottito dal mare. Il suo corpo è stato ritrovato lunedì pomeriggio in un fondone torbido a quattro metri di profondità dopo oltre un giorno di ricerche con gli elicotteri della Guardia costiera, dei vigili del fuoco e delle Fiamme gialle, le motovedette e i sub di Firenze e Genova.

L'inchiesta è stata aperta dalla Procura di Lucca e l'autopsia verrà eseguita nell'ospedale della medesima città: «Dall'esame autoptico potremo capire se il ragazzo è morto per annegamento o per un malore - spiega il capitano Edoardo Cedola della Compagnia dei carabinieri di Viareggio, da cui dipende la stazione dei carabinieri di Forte dei Marmi, che portano avanti l'inchiesta -. Probabilmente l'autopsia si terrà venerdì, anche se aspettiamo ancora che la Procura definisca il giorno».

Una tragedia «strana» aveva confessato la zia di Jones alla «Gazzetta di Parma», in particolare perché il calciatore 18enne pur essendo forte con un fisico da atleta, «non sapeva nuotare - aveva proseguito la zia - e non aveva mai visto il mare». Per il momento però non ci sono indagati: «Dopo aver sentito diverse testimonianze - continua il capitano dei carabinieri di Viareggio Cedola - sembra che il ragazzo si sia buttato dal pontile a tre metri di altezza da solo. Per il momento, infatti, si esclude l'intervento di altre persone. E quando si è tuffato in mare, è stato visto riemergere un attimo senza dire nulla, poi è scomparso nel mare».

Jones era partito dall'appartamento di via Monte Altissimo, dove vive con la mamma e la sorella domenica mattina verso le sette. Aveva detto di andare in piscina, ma poi con otto amici era arrivato fino a Forte dei Marmi: «Prima si sono tuffati due suoi amici - ricorda il capitano Cedola - e Jones li ha seguiti, così sembra per ora. Le testimonianze sono diverse e anche gli amici che erano con lui, tutti di origine africana, sono stati sentiti. Gli stessi che quando domenica hanno capito la situazione hanno chiamato i soccorsi». E i bagnini sono corsi in aiuto.

Una tragedia, che lascia una madre e una sorella in lacrime profonde, così come profondo e buio era il mare che ha strappato Jones alla sua giovane vita. Una tragedia che si è consumata all'ombra di un pontile, simbolo della passeggiata serale in Versilia: là dove un tempo era addirittura una tradizione tuffarsi. Ma poi, vista la pericolosità, dal 2011 il Comune lo ha vietato: addirittura sono previste sanzioni per chi non rispetta le regole, ma per questi ragazzi almeno di multe per il momento non se ne parla. Perché quello che è capitato domenica è davvero inspiegabile e per chi c'era è probabile che rimarrà un incubo. Si era sperato tanto di ritrovare Jones vivo, magari portato in una spiaggia dalle onde, ma invece, i sommozzatori lo hanno ripescato in quella buca, dopo ben 30 ore di ricerche. E senza respiro: «Abbiamo fatto tutto il possibile», hanno dichiarato nello sconforto dalla centrale operativa della Direzione marittima della Guardia Costiera di Livorno.

 

MARA VAROLI Probabilmente si terrà venerdì l'autopsia sul corpo di Jones Akwasi Aboagye, il calciatore 18enne di origine ghanese e residente a Parma, che domenica si è tuffato dal pontile di Forte dei Marmi ed è stato inghiottito dal mare. Il suo...

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