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Tragedia al Forte

La mamma di Jones: «Mio boss, ti prego ritorna»

09 luglio 2020, 05:07

La mamma di Jones: «Mio boss, ti prego ritorna»

MARA VAROLI

È chiusa in un dolore infinito e muto la mamma di Jones. Gli unici messaggi che è riuscita a inviare è una foto del figlio con poche parole: «Perché così presto?».

Domande che non trovano risposte per una tragedia così assurda, che ha spento la spensieratezza dei 18 anni e il sole di una domenica di luglio al Forte: «Mio boss, mio amore, perché, perché questo tempo, ti prego ritorna - scrive ancora la madre - ti sto aspettando per mangiare insieme. Ti prego, torna».

Jones Akwasi Aboagye pur essendo un atleta non sapeva nuotare: si è tuffato dal pontile, da oltre tre metri e il mare lo ha portato via. Lo ha strappato con violenza alla famiglia, all'Inter Club Parma e alla sua scuola, il Cpia, Centro provinciale istruzione per adulti. Trenta ore di ricerche e poi lunedì a metà pomeriggio il ritrovamento del corpo in una buca torbida e profonda quattro metri.

«E' una tragedia che ha lasciato tutti senza parole - confessa l'insegnante di italiano del Cpia Marco Ollari -, soprattutto perché è capitata a un ragazzo forte e atletico come Jones. Un ragazzo molto introverso che non ha frequentato tantissimo la scuola, proprio per quella passione travolgente per il pallone. La madre mi diceva sempre: "Io faccio di tutto per farlo venire, ma lui pensa al calcio"».

E in questo Jones ci sapeva fare davvero: un attaccante formidabile, tant'è che i compagni di squadra dell'Inter Club porteranno la sua maglietta nerazzurra al funerale e in suo ricordo organizzeranno un torneo. Perché oltre al buon piede in Jones c'era anche la persona: sempre molto corretta ed educata.

«Come scuola, abbiamo pensato che al rientro anche noi organizzeremo un'iniziativa in ricordo di Jones - continua il prof Ollari -. Magari una raccolta fondi a suo nome. Quello che è capitato a lui ha fatto riflettere, in particolare noi educatori che ci confrontiamo ogni giorno con gli stranieri, che arrivano da tutto il mondo e che non parlano italiano. Forse, bisognerebbe parlare di più dei possibili rischi e dei possibili pericoli che i giovani possono incontrare qui da noi. Mi lascia sgomento pensare alla futilità di quello che è accaduto domenica, in cui ha perso la vita un ragazzo che è venuto in Italia per trovare la sua strada».

E di quella strada Jones aveva già le idee piuttosto chiare, visto il talento da calciatore. Sogni che si sono infranti, davanti agli occhi degli otto amici con cui è partito per la gita in Versilia. Lui, che dal Ghana nell'agosto dell'anno scorso era sbarcato nel Bel Paese con la sorella per raggiungere l'adorata madre a Parma. Con un viaggio in aereo, grazie all'amore di questa donna e ai sacrifici del suo lavoro.

Ma ora dopo tanti abbracci, alla famiglia non resta che attendere i risultati dell'autopsia che verrà fatta domani all'ospedale di Lucca e quindi il ritorno della salma del figlio a «casa», per organizzare l'ultimo saluto. La Procura ha infatti aperto un'inchiesta e per ora non ci sono indagati: le indagini vengono portate avanti dai carabinieri di Forte dei Marmi che dipendono dalla Compagnia di Viareggio.

 

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