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Quel treno rock che non fa dormire i residenti

09 luglio 2020, 05:06

Quel treno rock che non fa dormire i residenti

PIERLUIGI DALLAPINA

Esistono rumori talmente intensi e fastidiosi che tengono svegli tutta la notte. Ne sanno qualcosa quelli che abitano davanti alla stazione: da almeno due settimane sono costretti a trascorrere le notti in bianco a causa del forte ronzio prodotto da un treno che viene parcheggiato sui binari, prima di ripartire all'alba lungo la linea Milano-Bologna.

Il treno si chiama «Rock», è uno degli ultimissimi modelli messi in servizio dalle Ferrovie per potenziare il servizio regionale, e dalle 23 alle 6 tormenta chi ha la sfortuna di avere le finestre che guardano i binari. Il disagio maggiore lo subiscono quelli che abitano in via Monte Altissimo, anche se l'indiavolato «Rock» è la causa dell'insonnia di tante altre persone che vivono attorno alla stazione. Persone esasperate che hanno scritto alle Ferrovie e alla Regione per cercare di abbassare il volume a quel treno. Da poche sere a questa parte una soluzione è stata trovata: il treno viene parcheggiato a ridosso della stazione, con la speranza che l'edificio faccia da barriera al rumore. L'altra notte l'esperimento sembrava aver funzionato, ma in tanti hanno dormito con le finestre chiuse dato che faceva più fresco. Chissà se anche quando le finestre torneranno ad essere spalancate «Rock» avrà imparato ad essere più silenzioso.

«Il rumore fortissimo non proviene dal locomotore, ma dagli impianti posizionati sopra le carrozze», racconta Roberto Massa, consigliere in uno dei palazzi tormentati dal treno e «portavoce» di circa 180 persone, che durante l'ennesima notte insonne è sceso in strada e si è avvicinato ai binari per cercare di capire la fonte del frastuono.

Durante la perlustrazione ha scoperto che il treno, quando viene parcheggiato sui binari, resta completamente al buio e che l'unico segnale di attività proviene da quel rumore insopportabile e continuo, che va avanti fino all'alba. Ma quanto è forte il suono di questo «Rock»? «Il rumore, a 10 metri dal treno, misurato con un fonometro, è di ben 86 decibel per tutta la notte, mentre dalla mia finestra è di 67 decibel», racconta Massa, che abita al nono piano, quindi non proprio attaccato ai binari. Come lui ci sono decine di altre persone che condividono questo tormento: contro il caldo accumulato durante la giornata in tanti di notte aprono le finestre per far circolare un po' d'aria in casa. Peccato che il fresco del buio abbia portato con sé, fino a poche notti fa, anche la «voce» del treno.

Per riuscire a interrompere questa tortura notturna Massa ha spedito email a Rfi, Trenitalia, Arpae e Regione. «Nell’isolato coinvolto ci sono circa 300 unità abitative e quindi la media potrebbe essere di 6-700 persone coinvolte nel disagio. Chiedo un intervento perché la situazione cessi e anche per capire le motivazioni di lasciare un treno completamente vuoto per tutta una notte con il condizionamento acceso», scrive in una delle ultime email inviate.

Qualcuno, per fortuna, ha risposto alle segnalazioni, rimandando però la soluzione alle Ferrovie. Una mail della divisione generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie del ministero delle Infrastrutture, invita infatti Trenitalia ed Rfi ad «adottare gli opportuni provvedimenti e misure mitigative per evitare i disagi lamentati a tutela della quiete e salute pubblica». Insomma, uno dei tanti uffici del ministero riconosce il problema e invita chi di competenza a risolverlo. Chissà se lo stratagemma adottato da poche notti basterà a mettere la sordina a questo «Rock».

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