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il caso

Verso il ritorno delle tartarughe all'Ex Eridania

13 luglio 2020, 05:01

Verso il ritorno delle tartarughe all'Ex Eridania

MARA VAROLI

 

Le circa 70 tartarughe parmigiane? Ritorneranno a casa. Le stesse che due anni fa erano state trasportate su autorizzazione dell'assessore Nicoletta Paci in un laghetto di Biella ora dovranno essere riportate nelle vasche del parco Ex Eridania per ordine della Procura piemontese. Un trasferimento che comporterà «una spesa di quasi 45mila euro», oltre ai lavori di adeguamento delle vasche del parco. E soprattutto: «Come farà - si chiede - il veterinario incaricato dal Comune a riconoscere tra le migliaia di testuggini che nuotano nel laghetto Biellese quelle della nostra città?» Una vicenda che scatena polemiche.

ENPA

«Non entro nel merito dell'avvenuto trasferimento nel 2018, perché è in corso un procedimento di cui si occupa la magistratura che ovviamente rispetto - interviene la delegata dell'Enpa Lella Gialdi -, anche se non posso negare che queste tartarughe hanno trovato in quel vasto lago una vita adeguata fino ad allora negata. Ciò premesso tengo a precisare il pieno rispetto dell'ente che rappresento per la normativa in vigore anche in questa materia. In quell'anno ebbi comunque modo di segnalare con apposita mail all'assessore Nicoletta Paci la situazione di vita inaccettabile di quegli animali nei vasconi di cemento dell'ex Eridania, struttura del tutto inadeguata e oltretutto priva di qualsiasi punto d' appoggio che permettesse loro di uscire dall'acqua nella quale erano costrette a vivere in modo permanente. Allegai il parere autorevole del professore Di Ianni del nostro Ateneo».

«In quella e in successive occasioni suggerii pure alcune modifiche che non furono mai poste in essere dall'amministrazione comunale - continua la Gialdi -. Sarebbe bastato, per migliorare almeno di un poco la loro vita, il posizionamento di semplici zattere di sughero che permettessero loro di uscire dall'acqua e usufruire dei raggi solari necessari per il loro organismo. Vivendo poi in promiscuità femmine e maschi fattibile l' accoppiamento, anche se in una struttura non certo idonea avrebbe potuto essere limitato. Conseguenza: le femmine, non trovando dove posizionare le uova, le avrebbero trattenute nel proprio corpo con le deleterie conseguenze che si possono immaginare». E conclude la delegata dell'Enpa: «Ora si vogliono riportare quelle tartarughe in quei vasconi. Al di là di un discorso etico sullo scarso benessere che le attende, si pone legittima una domanda: con quale sistema tra le migliaia di tartarughe viventi nel lago di Curino si potranno individuare proprio quelle di Parma? Sono tutte prive di chippatura, quindi assolutamente non riconoscibili. Si pescheranno a caso, senza alcuna garanzia di riconoscimento. Saranno successivamente chippate come di proprietà del Comune di Parma, compiendo, in assenza di veridicità, quello che può apparire un falso. La normativa attuale vieta inoltre il trasferimento generico di trachemys se non chiaramente identificate e se non inviate a un centro autorizzato. Non lo è il lago di Curino e certo non lo sono i vasconi di Parma, dove oltretutto potrebbero arrivare quelle nate e da anni vissute in stato di libertà in quel lago piemontese. Tralasciando poi il discorso della cifra rilevante richiesta per questo progetto, cifra che meglio potrebbe essere destinata a risolvere ben altre situazioni, resta un fatto incontestabile: la normativa va rispettata, ma deve esserlo in tutte le sue parti, in aderenza anche ad altre leggi che riguardano gli animali».

L'INTERROGAZIONE

Lorenzo Lavagetto, capogruppo del Pd, ha presentato un'interrogazione: «Premesso che in data 5 giungo 2018 la stampa riportava la storia a lieto fine di circa 70 tartarughe non più costrette a vivere nelle vasche di cemento nell’ex parco Eridania e la notizia veniva resa mediante conferenza stampa dell’assessora Paci - scrive Lavagetto -, in data 2 luglio 2018 il quotidiano biellese "Prima Biella" riportava la notizia della denuncia effettuata dai carabinieri forestali di Biella per avere trasportato le tartarughe lacustri, molto invasive, prelevate dal parco Eridania di Parma, concludendo che "il danno ambientale che potrebbero causare queste tartarughe è incalcolabile"; poco più di un anno dopo, in data 16 ottobre 2019 la giunta comunale con delibera n. 336 esprimeva indirizzo favorevole alla destinazione delle vasche del parco Primo maggio, quale luogo per la corretta detenzione della specie esotica invasiva Testuggine palustre americana». Nel 2017 è entrato in vigore il regolamento Ue e l'8 luglio dell'anno scorso era pervenuta al Comune Pec della Regione Emilia Romagna contenente invito a denunciare entro il 31 agosto il possesso di tartarughe e il conferimento delle stesse in strutture idonee, effettuando eventuali interventi di adeguamento strutturale. Così il 16 luglio 2019 la Procura della Repubblica di Biella aveva imposto al Comune di provvedere al loro rientro. «Il 17 dicembre 2019, il Comune conferisce l’incarico a un veterinario esperto indicato dall’ordine dei medici veterinari di Parma, per la somma di euro 44.432 euro iva inclusa - prosegue l'interrogazione di Lavagetto -. Dalla lettura dei preventivi allegati agli atti comunali sembrerebbe che le tartarughe, prima di venire trasferite da Parma, non siano state dotate di dispositivi di riconoscimento. In tal caso sembra utile chiarire come il Comune e il veterinario incaricato possano dar corso all’ordine impartito dalla Procura». Lavagetto domanda: «In merito all’affidamento dell’incarico per 44.432 euro, come sarà effettuato a Biella il riconoscimento degli esemplari trasportati da Parma e con quale sistema? Come mai le tartarughe di Parma sono state rimosse dal parco Eridania senza applicazione di sistema di riconoscimento? Da quale capitolo di spesa del bilancio comunale sono state reperite le risorse? Quali lavori di adeguamento vasche nel parco ex Eridania e a quale costo?».

 

MARA VAROLI Le circa 70 tartarughe parmigiane? Ritorneranno a casa. Le stesse che due anni fa erano state trasportate su autorizzazione dell'assessore Nicoletta Paci in un laghetto di Biella ora dovranno essere riportate nelle vasche del parco Ex...

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