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Tragedia

«Addio Syria, fiore reciso troppo presto»

14 luglio 2020, 05:08

«Addio Syria, fiore reciso troppo presto»

ROBERTO LONGONI

Syria che gioca a pallavolo, Syria che a scuola aiuta le compagne nelle verifiche di lingue, Syria che cammina per le strade di Collecchio, il saluto pronto. Biondina, occhi azzurri, slanciata. «Te la ricordi, quella ragazzina dal passo svelto che sembrava aver sempre da fare, un luogo particolare da raggiungere?» In paese non si parla d'altro, e a chi non conosce il nome si prova a spiegare così. E se neanche questo basta si ricorda il sorriso. Luminoso, contagioso.

Un sorriso unico, da lasciare l'impronta negli occhi di chi lo incrociava. Rispecchiava lo stato d'animo di chi andava piena di speranze incontro alla vita e si è invece trovata a soli 12 anni a dare la vita al prossimo, agli sconosciuti malati destinatari dei suoi organi. Donati gli organi, Syria Scala rivivrà in loro e loro continueranno a vivere con lei. Ma intanto è come se si fosse spento uno dei soli che accendevano di luce Collecchio. È calato un velo d'ombra negli sguardi della gente. Tutti sono feriti dalla tragedia, anche chi non conosceva la sua sfortunata protagonista.

Una tragedia assurda, inspiegabile. Dopo che le erano comparse delle «afte» in bocca, Syria venerdì è stata ricoverata al Maggiore, dove le è stato diagnosticato un bassissimo livello di piastrine nel sangue. A nulla è servita l'operazione per arginare una pesante emorragia: sabato mattina è stata dichiarata la sua morte cerebrale. Forse anche per trovare un perché la data dei funerali non è ancora stata stabilita. Non verranno celebrati domani, come sembrava in un primo tempo. E forse nemmeno giovedì. È confermato, invece, il rosario: si terrà questa sera alle 20,30 nella chiesa parrocchiale di Collecchio.

In lutto è il mondo della scuola collecchiese. Syria era una studentessa di valore e amata da tutti. «La scomparsa improvvisa di Syria ci lascia sgomenti» dichiara Giacomo Vescovini, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Ettore Guatelli. È all'interno di questo istituto la scuola media nella quale la dodicenne aveva appena concluso la seconda. «Pensare ad un'adolescenza che si interrompe in modo così drammatico ci ferisce e ci fa percepire un senso profondo di vuoto, di precarietà - prosegue Vescovini -. Penso e mi unisco al dolore dei suoi genitori, della sorellina, dei suoi cari, dei suoi compagni: è il dolore di tutta la comunità scolastica e, credo, di tutta la comunità collecchiese. Sarà difficile accettare questo vuoto, ma Syria rimarrà nel nostro cuore e nei nostri pensieri, come un fiore strappato troppo presto alla sua voglia di vivere».

Un dolore condiviso dalla professoressa di lettere di Syria, che parla a nome anche dei colleghi. «Noi docenti siamo sconvolti e increduli - sottolinea Tania Bussi -. Il nostro pensiero va alla famiglia, a cui siamo vicini. La priorità ora è stare vicini ai ragazzi ed aiutarli ad elaborare questa perdita. Li ho sentiti in mattinata (ieri per chi legge, ndr), tramite la nostra Classroom virtuale, hanno bisogno di condivisione per dare voce al loro dolore e per trovare delle risposte».

«D'accordo con don Guido (il parroco di Collecchio, ndr) - conclude la professoressa - cercheremo di renderli partecipi con il canto alle cerimonie: Syria era talmente solare che l'ultimo saluto che le vogliamo dare deve rispecchiare la sua luce».

Ha collaborato
Gian Carlo Zanacca

ROBERTO LONGONI Syria che gioca a pallavolo, Syria che a scuola aiuta le compagne nelle verifiche di lingue, Syria che cammina per le strade di Collecchio, il saluto pronto. Biondina, occhi azzurri, slanciata. «Te la ricordi, quella ragazzina dal...

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