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PARMA

Addio a Vittorio Spaggiari, le sue cornici erano opere d'arte

17 luglio 2020, 05:07

Addio a Vittorio Spaggiari, le sue cornici erano opere d'arte

ISABELLA SPAGNOLI

 

La sua bottega d’artigiano, in via Sauro, era rimasta uguale nel tempo. E lui, conosciuto da tutti come il maestro del legno, non aveva appositamente voluto intervenire nel cambiare neppure una virgola di quella tana fatta di cose belle, di profumi, di storie che si fondevano le une con le altre.

Vittorio Spaggiari se n’è andato improvvisamente a 84 anni, lasciando un ricordo meraviglioso in tutti quelli che sono passati dalla sua bottega dove lavorava il legno, trasformandolo in splendide cornici. Con un sorriso, fischiettando una canzone, apriva il suo negozio a tutti: intellettuali, curiosi e anche chi era solo in cerca di una parola, o di una pacca sulle spalle come l’indimeticabile Màt Sicuri. «Papà aveva cominciato a lavorare il legno con mio nonno Attilio. Insieme costruivano mobili, spesso, dopo averli progettati insieme. Dal padre cominciò ad apprendere i segreti del mestiere, a interpretare l’anima del legno, sviluppando conoscenze della materia che grazie alle sue abili mani diventava viva – spiega la figlia Simona -. In via Nazario Sauro, non solo si comprò la bottega ma anche la casa sopra di essa dove abitiamo. Da quel momento cominciò a costruire cornici che stupivano per la loro bellezza».

Simona e la sorella Sabrina spiegano che il loro papà non aveva mai abbandonato gli strumenti antichi con i quali aveva iniziato a lavorare. Alcuni di questi di epoche passate. «Non aveva cambiato nulla durante gli anni, non gli importava niente della modernità. Nel suo negozio c’è ancora la stufa a legna che lui ogni anno alimentava con ciocchi presi in montagna con le sue stesse mani». Amante della bellezza, della cultura e ricercatore instancabile, Vittorio, non amava viaggiare, il suo mondo era tutto in quello che era conosciuto come il borgo degli artigiani, di cui lui era l’esempio. «Era amico di tutti – spiegano le figlie -. Amava ridere, stare in compagnia, intonare con la sua voce meravigliosa canzoni di ogni tipo. Era sempre pronto a dare un amano agli altri».

Vittorio che nel 2013 aveva smesso di lavorare, ma che comunque scendeva ogni giorno in bottega, amava moltissimo gli animali, gli alberi e la montagna. Il vero spirito del mondo che stava nella natura. L’artigiano stava bene in compagnia ma anche da solo, impegnato a lavorare il legno, a creare piccole opere d’arte. Ora che se n’è andato la moglie Luciana e le figlie hanno pensato di donare i suoi strumenti ad alcuni amici colleghi. «Lui non avrebbe voluto che morissero. Devono continuare a vivere attraverso altre mani. Non possono riposare in un cassetto».