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LA TRAGEDIA DI BORGOTARO

L'amico di caccia: «I loro volti sempre davanti agli occhi»

19 luglio 2020, 05:08

L'amico di caccia: «I loro volti sempre davanti agli occhi»

MICHELE CEPARANO

«Non riesco a togliermi i loro volti dalla mente. Queste notti non dico che le ho passate senza dormire, ma spesso mi sono svegliato improvvisamente, con i loro visi davanti».

Giuseppe Bertorelli, oltre a essere medico, è anche presidente dell'Atc Parma 6, l'Ambito territoriale di caccia della zona di Borgotaro. Conosceva, dunque, molto bene Franco Dellapina, l'agricoltore di trentanove anni che nella notte tra giovedì e venerdì, nel quartiere di San Rocco ha ucciso con una fucilata la moglie Anastasia Rossi, 34 anni, e poi ha rivolto l'arma contro se stesso uccidendosi. Lo conosceva bene anche per la comune passione per la caccia. Ma conosceva anche Anastasia, «una persona dolce che ha avuto una vita non sempre fortunata perché ha perso la mamma in giovane età». Franco, invece, così lo descrive il presidente dell'Atc, «era molto attivo all’interno della squadra che andava a caccia di cinghiali». Come carattere «non era molto espansivo, era un po' chiuso ma in compagnia di noi cacciatori si apriva».

Come detto, la caccia per lui non era un semplice passatempo, era la sua grande passione, una parte importante della sua vita.

«Una passione ereditata dal padre - prosegue Bertorelli - che era un grande esperto di caccia al cinghiale e anche di cani. Anche Franco, comunque, ci sapeva fare. In questa disciplina dava il meglio, oltre a essere un appassionato conduttore di cani. Per la caccia possedeva il fisico e le intuizioni. Non credo che avesse altre passioni, forse qualche volta magari andava per funghi». Lo si poteva trovare, dopo una battuta, alla casa di caccia della frazione di Pontolo dove, alla fine di una giornata, si mangiava e si chiacchierava tutti insieme. Gli argomenti? «Quelli di noi cacciatori, principalmente i cani - spiega Bertorelli -. In queste cene emergono tutte le varie storie legate al nostro mondo, quello della caccia. Magari, qualche volta ci sono anche le polemiche che, però, durano poco».

In questo ambiente Dellapina si apriva.

«Anche lui interveniva spesso e parlava sovente di cani - aggiunge il presidente -. Nella caccia i cani sono un elemento molto importante, direi fondamentale. Il cane è quello che ti fa emergere o che ti fa, se così si può dire, fare brutta figura. Ma Franco dei suoi cani era molto orgoglioso».

Bertorelli non riesce, però, a non tornare alla terribile tragedia che ha scosso tutta una comunità.

«Cosa provo? Sgomento e angoscia - conclude commosso -. In questa zona ci conosciamo tutti. Siamo rimasti tutti annichiliti e devo dire che non riusciamo ancora a farcene una ragione. Questa tragedia non la dimenticheremo mai».

 

 

MICHELE CEPARANO «Non riesco a togliermi i loro volti dalla mente. Queste notti non dico che le ho passate senza dormire, ma spesso mi sono svegliato improvvisamente, con i loro visi davanti». Giuseppe Bertorelli, oltre a essere medico, è anche...

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