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Omicidio-suicidio

Anastasia, una vita «controllata a vista»

20 luglio 2020, 05:08

Anastasia, una vita «controllata a vista»

In Valtaro non si parla d’altro e l’atmosfera nel capoluogo è greve, molto greve: non c’è locale o esercizio commerciale in cui non si parli di Anastasia e del crudele destino che si è abbattuto sulla sua vita e su quella del figlio tredicenne.

L’ineluttabilità dell’immensa tragedia che ha colpito la comunità permarrà a lungo, lasciando un perenne amaro in bocca. Ora, nell’attesa che si celebrino i funerali e sia dichiarato il lutto cittadino, in paese si rincorrono a profusione i «si dice che…» seguiti da altrettanti «se solo avessimo saputo che…».

Voci, opinioni, testimonianze che raccogliamo qui, senza però rendere noti i nomi di chi ha accettato di parlare con noi. La questione è troppo delicata e in paese si conoscono tutti. «Quanto successo, è terribile - confida una conoscente che è stata vicina alla vittima -: Anastasia era solare, buona, dedita alla famiglia e al lavoro, benvoluta da tutti. Ora tutti hanno qualcosa da dire in merito al rapporto che aveva con il marito. Chissà dove sta la verità. Quello che crediamo in molti è che, mentre il delitto di Setterone poteva forse, e ripeto forse, essere evitato perché si conoscevano già a monte le difficoltà di chi ha colpito a morte e a sangue freddo Luigi Guareschi, questo a detta di molti non era prevedibile. Finché la Scientifica non farà pienamente luce sulla dinamica di quella terribile notte o finché non si avranno testimonianze certe, se mai si avranno, è parere dei più che sia stato un femminicidio come purtroppo se ne compiono tanti. Come lo argini un colpo di testa? O meglio, come lo prevedi? Come la difendi una donna da un destino così terribile e improvviso?».

Domande cui tutti oggi vorremmo dare risposte, anche perché nella stessa giornata in cui la comunità ha appreso sgomenta la notizia di Anastasia e Franco, i giornali e i tg riportavano gli eventi di altri due femminicidi, uno ad Aprilia e l’altro a Bagnolo Piemonte.

Intanto però, in Valtaro, c’è chi punta il dito sulla gelosia del marito, affermando che ultimamente la seguisse.

«Si racconta che in più di un’occasione, negli ultimi mesi, l’avesse seguita in macchina per vedere cosa facesse dopo il lavoro - dice un altro conoscente -: le era anche stato detto di stare molto attenta, poiché il marito aveva in casa dei fucili da caccia».

Ammonimento cui pare Anastasia non abbia dato peso. Un’altra voce fa trapelare che c’erano già stati episodi di violenze domestiche, per i quali lei non aveva sporto denuncia.

«Franco era molto geloso - riporta chi oggi riferisce la confidenza di un’amica comune -. Non la lasciava uscire e quando lo faceva, per andare a lavorare o portare fuori il figlio, non voleva che si truccasse o si vestisse bene. Non erano separati, vero, ma la decisione di lasciarlo era nell’aria e solo rimandata, nell’attesa che il figlio fosse più grandicello».

«Incomprensibile che sia potuto succedere questo - racconta un’altra persona, che dice di aver conosciuto la coppia -: Franco amava profondamente il figlio. Possibile che abbia premeditato quanto ha poi fatto? Ma chi fa una cosa così alla mamma del proprio bambino?».

Domande e amari interrogativi che i più temono saranno per sempre senza risposte. Il fitto, a volte contraddittorio, mondo dei «si dice che», che mentre da un lato tentano di gettare sfumature di luce su un evento cupo, dall’altro confondono le acque, consegnandoci spaccati di vite private che, appunto, resteranno quasi certamente per sempre privati e insondabili.

r.c.