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PIANO ANTISMOG

Comune: piste ciclabili, car sharing e 900 monopattini elettrici per ripulire l'aria

20 luglio 2020, 05:06

Comune: piste ciclabili, car sharing e 900 monopattini elettrici per ripulire l'aria

PIERLUIGI DALLAPINA

Oggi è attesa la presentazione da parte del Comune, e delle due società che si sono aggiudicate il bando, del progetto di potenziamento della rete di ricarica per le auto elettriche. In pratica si tratta di una cinquantina di colonnine che saranno installate in due fasi da qui a fine anno. Questo però è solo un capitolo del piano più dettagliato che sta sviluppando l'amministrazione comunale per trasformare Parma in una città sempre più «verde», dove l'auto privata non è più la padrona incontrastata della strada. Come anticipa Tiziana Benassi, assessore all'Ambiente e alla Mobilità, entro agosto entrerà in funzione il servizio dei monopattini elettrici condivisi: tre società metteranno a disposizione della città 900 monopattini e si impegneranno a organizzare corsi di formazione gratuiti e aperti a tutti per spiegare come usarli in sicurezza. Non sono mancati, anche in città, incidenti gravi che hanno coinvolto monopattini elettrici.

La rete delle piste ciclabili si estenderà per altri dieci chilometri e potrebbe presto essere affiancata dalle piste «soft», cioè ciclabili in strada e non in sede propria, senza contare il fatto che verranno posizionate nuove postazioni di bike sharing. Il car sharing si prepara a diventare free floating per essere più pratico, dato che ora chi sale su un'auto a noleggio ha l'obbligo di riportarla in uno dei punti car sharing. Quando scatterà il free floating - cioè l'uso libero per dirla all'italiana - ognuno potrà parcheggiare l'auto dove vorrà una volta finito il viaggio. Un'app permetterà al prossimo cliente di trovare la macchina a lui più vicina.

Per dare una sforbiciata ai livelli di Pm10 il Comune sta progettando anche nuove zone 30 (esiste un progetto per il quartiere Cittadella), mentre il centro storico, come spiega Benassi, si prepara a diventare un'enorme zona 20. Riducendo la velocità delle auto - è la speranza dell'assessore - pedoni e biciclette dovrebbero sentirsi più sicuri e riconquistare sempre più quegli spazi ceduti alle macchine.

Restando in centro, l'amministrazione potenzierà la sorveglianza sull'isola ambientale di via Garibaldi, dall'incrocio con via Mazzini fino a via Melloni: entro l'anno dovrebbe essere montato un varco elettronico per controllare meglio l'isola esistente, mentre le linee 1 e 2 (nel tragitto verso Nord) dovrebbero essere unite per ridurre il numero di autobus che percorreranno questo «salotto all'aperto».

Non si può quindi dire che in città siamo all'anno zero, perché tanto è stato fatto, da diverse amministrazioni, per invogliare i parmigiani a non usare l'auto. Basti pensare alla rete delle piste ciclabili, che negli anni è arrivata ad estendersi per 137 chilometri. E il suo sviluppo non è certo terminato.

Ma se molto è stato fatto, altrettanto resta da portare a compimento se si vuole liberare in modo definitivo il cielo di Parma (e delle altre città di pianura) dalla cappa di smog che lo opprime.

Era il 13 gennaio quando una nota della Regione annunciava l'allerta smog a Parma, Piacenza, Reggio, Modena, Ferrara e Ravenna a causa degli sforamenti che duravano da dicembre. L'emergenza sanitaria, accompagnata dallo slogan «io resto a casa», per qualche mese ha avuto un effetto benefico sulla qualità dell'aria. Ma i nostri polmoni non possono essere messi al sicuro a colpi di lockdown: contro l'inquinamento servono idee e risorse.

 

PIERLUIGI DALLAPINA Oggi è attesa la presentazione da parte del Comune, e delle due società che si sono aggiudicate il bando, del progetto di potenziamento della rete di ricarica per le auto elettriche. In pratica si tratta di una cinquantina...

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