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BORGOTARO

I funerali di Anastasia e Franco: «Riposate in pace mamma e papà»

25 luglio 2020, 05:07

I funerali di Anastasia e Franco: «Riposate in pace mamma e papà»

MARA VAROLI

«Riposate in pace mamma e papà. Rimanete sempre nel mio cuore». Le parole di Samuele illuminano la piccola chiesa di San Rocco. Parole adulte che arrivano dal figlio appena 13enne, là seduto al primo banco tra zia Alessandra e zio Simone. Parole che tra i tuoni di un temporale estivo arrivano come un raggio di sole. «Perché il momento del dolore - dice il parroco don Primo Ruggeri - è un momento buio».

C'è freddo a Borgotaro e quando nel quartiere arriva il carro funebre con la bara di Anastasia, le nuvole nere si gonfiano e inizia a piovere, senza sosta: «È lei», sussurra la sorella Alessandra, con quella forza esemplare di chi soffre in silenzio per essere di sostegno agli altri. Lacrime che scorrono per una tragedia «incomprensibile - ripete la gente che riempie il sagrato -. Forse nemmeno il tempo riuscirà ad asciugarle. E' pesante: dolore e rabbia».

Da una parte ci sono le amiche d'infanzia, con Federica e Laura, e ognuna porta una rosa blu. Dall'altra parte, gli amici di Samuele con la divisa bordeaux della Valtarese Calcio. All'interno, le persone iniziano a sedersi due per banco, non di più. E nell'attesa, i carabinieri della stazione del paese, molti anche in borghese, custodiscono il passaggio. Dopo mezz'ora, sempre dal Maggiore di Parma, arriva anche la bara che porta Franco. Divisi sì, ma uno a fianco all'altro per la cerimonia: rose bianche per lei e rose rosse per lui. E vederli lì, ripensando a quel giorno di giugno del 2006 quando davanti a quello stesso altare si unirono in matrimonio è naturale e folle al tempo stesso. Intorno, i fiori degli amici, con un cuore di margherite, e quelli dei colleghi di Anastasia dei reparti di Ortopedia e Chirurgia del Santa Maria. Fiori che sono stati posati anche davanti alla porta d'ingresso della casa di viale Libertà, ancora sotto sequestro e tutta transennata: mazzi di gladioli, con un biglietto, per dire «Vi siamo vicini».

Non c'è musica in San Rocco, solo una preghiera cantata per l'«Alleluia». «Preghiera e riflessione - continua il parroco don Primo -. Siamo in un dolore grande. E il Vangelo dice che si fece buio su tutta la terra. Ma da questa incertezza si passa a una vita superiore. E proprio perché nel mondo ci sia più resurrezione noi possiamo rendere più felice la nostra vita e quella degli altri, non peggiorarla. E il Signore donerà una vita più grande, che toglierà ogni lacrima. Con la nostra preghiera faremo sì che il Signore li aiuti: dobbiamo vivere con fede questo momento di sofferenza». Ma soprattutto, la preghiera va per Samuele: «Perché in questo momento della sua vita lo aiuti a crescere. Ascoltaci o Signore. Guarda con amore Anastasia e Franco e cancella tutte le loro colpe», sottolinea don Primo. Accanto al parroco, anche don Angelo Busi di Sant'Antonino, don Matteo Di Paola, sempre collaboratore della chiesa di Borgotaro, e don Renzo Corbelletta del Santuario del Boschetto.

«E' il giorno del dolore e della vicinanza - interviene don Angelo Busi -. Anche il vescovo ci ha mandato un messaggio per ricordarci che è tutta una grande comunità: tanti oggi sono qui, anche da lontano. Ma in questo giorno la morte si è presa la scena e ci parla: ci dice quello che ha detto Anastasia, in questi mesi in cui si è impegnata per curare i malati di coronavirus. Paradossalmente, Anastasia e Franco ci dicono di camminare insieme e di aiutarli con dialogo e stima. Un cammino coraggioso, perché il futuro del figlio Samuele è coraggio e amore». Solo con la preghiera Anastasia e Franco possono essere accompagnati, «in questo viaggio importante - aggiunge don Primo -. E noi auguriamo a loro di essere ben accolti. Grazie a tutti quelli che oggi sono venuti qui a pregare».

Si alza un rappresentante della famiglia e va al leggìo con la lettera di e per Samuele: «A noi ora non resta che stringerci tutti attorno a lui, per dargli tutto l'appoggio e l'affetto di cui ha bisogno nel proseguo del suo cammino di vita». Anche il maestro delle scuole elementari Mario Cresci legge per Anastasia e Franco per confessare il suo «bene». Poi, accartoccia quella pagina di quaderno a quadretti scritta a mano. E il silenzio incombe e lascia un segno più di mille parole. Uniti e divisi: prima è la bara di Franco che viene portata via, per il cimitero di Pontolo. Poi, dopo un canto leggero, se ne va anche Anastasia: riposerà con mamma Sandra, nel camposanto di Borgotaro.