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Case protette, su 372 posti letto 197 (più della metà) sono vuoti

25 luglio 2020, 05:08

Case protette, su 372 posti letto 197 (più della metà) sono vuoti

LUCA MOLINARI

L’emergenza Covid ha svuotato i centri residenziali per anziani della città. Il 9 luglio erano liberi 197 posti su 372, più della metà del totale, ma le nuove regole per gli inserimenti nelle case protette, molto stringenti, rendono impossibile occupare i posti a disposizione in tempi brevi. Tutto questo nonostante a Parma attualmente ci siano più di 300 anziani in lista d'attesa.

A fare il punto è Laura Rossi, assessore al Welfare, che ieri pomeriggio è intervenuta sulla questione dei centri per anziani durante la seduta della commissione consiliare Servizi sociali, sanità, sicurezza sociale. «I nuovi inserimenti in strutture residenziali – ha spiegato – sono possibili soltanto dal 9 luglio. La normativa inoltre è molto stringente, basti pensare che l’ingresso deve avvenire in camera singola e bagno individuale, è prevista una quarantena iniziale di quindici giorni e tamponi all’inizio e alla fine di questo periodo. Finora quindi abbiamo effettuato diciannove inserimenti, quindici dei quali sono andati a buon fine».

Difficile che in tempi brevi si possano occupare tutti i posti vuoti. «Il Covid sta provocando gravi problemi alle famiglie in attesa di far entrare il proprio caro in strutture residenziali, ma anche ai gestori, a livello economico – ha osservato l’assessore Rossi –. Con le nuove regole infatti molte stanze dovranno essere sacrificate e sarà necessario effettuare degli interventi anche significativi per riorganizzare le singole strutture».

I progetti in campo per rispondere all’emergenza sono molteplici e dovrebbero prendere corpo in tempi brevi. «Asp ha presentato un progetto per attivare un reparto di cura intermedia (lungodegenza, ndr) di venti posti, da ospitare nella struttura dei Tigli, in piazzale Fiume – ha annunciato l’assessore –. L’accordo tra Azienda ospedaliera e Ausl verrà formalizzato a breve e il reparto dovrebbe prendere vita entro l’estate. I pazienti ospitati, a seconda di come evolveranno le loro condizioni di salute, saranno quindi trasferiti in struttura residenziale o torneranno dalle proprie famiglie».

Sempre ai «Tigli» saranno trasferiti i posti riservati ai pazienti «grada» (gravi disabilità acquisite), attualmente a Colorno, dove invece rimarrà un nucleo sanitario e altri otto posti di cura intermedia.

Non solo. Nel caso in cui tornassero ad aumentare i contagi, «siamo pronti a prevedere una piccola struttura cra (centro residenziale anziani, ndr) riservata ai malati di Covid – ha rimarcato Laura Rossi - per mantenere le altre realtà senza contagiati».

I centri diurni per anziani invece dovrebbero riaprire a partire dai prossimi giorni. «Le linee guida per la riapertura sono uscite a giugno – ha precisato l’assessore –. I singoli gestori stanno presentando i progetti per riaprire. Nel giro di una settimana contiamo di riaprire circa la metà dei posti totali, 112 su 246 e, successivamente, un’altra percentuale. Difficilmente potremo offrire nel breve lo stesso numero di posti del passato, perché alcune strutture necessitano interventi infrastrutturali per poter garantire gli standard previsti dalle linee guida».

Migliore la situazione nei centri diurni per disabili. «La delibera nazionale e regionale che dava la possibilità di riaprire è datata 26 maggio – ha ricordato Laura Rossi –. Come Comune abbiamo lavorato in anticipo rispetto alla Regione organizzando un tavolo con le associazioni del territorio per definire delle linee guida locali. E’ stata effettuata una raccolta accurata dei dati di tutti gli utenti inseriti nei centri e abbiamo chiuso anche la partita economica, prevedendo un addendum a tutti i gestori. I primi centri hanno riaperto il primo luglio mentre l’ultimo riaprirà lunedì. I ragazzi inseriti prima dell’emergenza erano 183. Al momento 13 di loro non riprenderanno, perché alcune famiglie hanno preferito attendere l’evolvere della situazione, oppure perché non c’erano le condizioni per un reinserimento. In ogni caso, chi non si reca al centro diurno viene seguito a domicilio - assicura -. Tutti hanno ricevuto una risposta».

 

LUCA MOLINARI L’emergenza Covid ha svuotato i centri residenziali per anziani della città. Il 9 luglio erano liberi 197 posti su 372, più della metà del totale, ma le nuove regole per gli inserimenti nelle case protette, molto stringenti, rendono...

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