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TUTTI AL FIUME

Meno mare: quest'anno l'alternativa sono le spiagge dell'Appennino

27 luglio 2020, 05:07

Meno mare: quest'anno l'alternativa sono le spiagge dell'Appennino

MONICA ROSSI

Chilometri di acque cristalline tra laghetti e lagoni azzurri, anse e nicchie turchesi, e poi spiagge e incredibili cascate raggiungibili per lo più a piedi: è l’Alta Valtaro e Valceno che mai come ora, nell’estate segnata dalle limitazioni da Covid-19, offre l’alternativa alle affollatissime, ormai afose e sempre più contingentate spiagge dei litorali marini. Taro, Ceno, Baganza, ma anche Gotra e Lecca, sono scrigni immersi nel verde bottiglia dell’Appennino più rigoglioso e incontaminato: chi conosce le zone sa dove andare per tuffi (ma non si potrebbe!) e tintarella, svago e relax. E anche chi non sa… apprende, si mette in macchina (o moto) e si dirige dove le acque sono libere e blu.

L’avevano detto che sarebbe stata l’occasione per far (ri)scoprire per davvero la montagna parmense. E così è stato.

Ma le regole? Ci sono? E se sì, vengono rispettate? «Bedonia, bagnata sia dal Taro che dal Ceno, ha chilometri di anse - fa sapere il sindaco Gianpaolo Serpagli -. L’avevamo detto fin da a inizio stagione e lo ribadiamo: da noi c’è posto per tutti e non è davvero il caso di mandare le forze dell’ordine a controllare. Peraltro, in tutti i nostri lidi, che sono piccoli e alcuni anche molto defilati, non si sono verificati assembramenti. Bedoniesi e turisti beneficiano dei fiumi responsabilmente, anche laddove c’è la novità: mi riferisco ad esempio ad Anzola, sul fiume Ceno, dove c’è una spiaggetta molto amata cui quest’anno abbiamo dedicato uno sforzo supplementare, creando un lido più capiente proprio nell’ansa più gettonata».

Le regole? «Sono le stesse del protocollo per l’estate 2020, che ciascun cittadino deve rispettare senza che gli vengano continuamente ribadite. Regole che sui fiumi però non possiamo rimarcare con una cartellonistica dedicata poiché in teoria le acque fluviali non sono balneabili».

Ma sdraiarsi e prendere il sole sì. Vocazione che forse più di tutte le altre spiagge valtaresi appartiene al Lido del Groppo, l’arcinota località del comune di Tornolo dotata anche di bar, dove le regole decise a inizio stagione dal sindaco Renzo Lusardi pare non vengano sempre rispettate. A inizio giugno, rispondendo a una nostra inchiesta su fiumi e piscine comunali, infatti, il primo cittadino aveva dichiarato che «per evitare assembramenti, quest’anno le sdraio e i lettini potranno essere posizionati solo nel prato e non sul lungofiume; il bar avrà più spazio con tavolini ben distanziati e inoltre ci saranno misure precise per accedervi; infine, non saranno permessi bivacchi notturni e campeggio libero».

Noi in quel del Groppo ci siamo transitati nei giorni scorsi e il tratto di spiaggia lungo il fiume era affollato tanto quanto gli anni passati. «Purtroppo è così, e spesso i carabinieri devono recarsi sul luogo e invitare i bagnanti alla corretta fruizione del Lido, spostandosi sul prato. Come amministrazione noi però non possiamo agire sul tratto di fiume, ma solo su bar e aree verdi, dove è in vigore il protocollo».

Lo stesso applicato anche dal sindaco di Berceto, che non potendo offrire a cittadini e villeggianti la piscina comunale poiché in via di rifacimento (il fine lavori è previsto per il 2021), ha puntato sul laghetto Eva sul Baganza, che con la sua spiaggia attrezzata noleggia i lettini.

«La cartellonistica e le linee guida sono le stesse che troveremmo in uno stabilimento balneare della riviera: l’affluenza è alta ma riusciamo a garantire la sicurezza, sanificazione compresa».

Per garantire il rispetto delle regole, Lucchi ha anche chiesto alle forze dell’ordine di vigilare. «Ricordo in merito che il bagno nel laghetto non è consentito come da normativa regionale. Chi si tuffa o nuota, lo fa sotto la propria responsabilità». Massima attenzione a tanto (auspicato) buonsenso anche per la Diga di Borgotaro, luogo del cuore di generazioni di valtaresi, e per le anse e spiaggette lungo il Gotra, per il quale anche il sindaco di Albareto ricorda che le acque dei fiumi non sono balneabili «mentre invece per tutto il resto, giochi, relax e tintarella, il fiume è accessibile, i posti dove fermarsi sono tanti e benché l’affluenza sia alta non ci sono assembramenti».