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TRIBUNALE

Circondato e minacciato in pieno centro: 1 anno e 2 mesi al rapinatore

29 luglio 2020, 05:07

Circondato e minacciato in pieno centro: 1 anno e 2 mesi al rapinatore

La solita passeggiata con il cane, prima di andare a dormire. Stesso giretto tra i borghi a pochi passi dal Duomo e a qualche metro da casa. In pieno centro, in quei pochi metri tra piazzale Salvo D'Acquisto, borgo delle Colonne e borgo degli Studi, non aveva mai fatto brutti incontri. Ma quella sera la routine era stata interrotta da un fuoriprogramma a cui mai aveva pensato, nonostante fossero le 11 e mezza passate di una giornata d'inverno. Circondato da un gruppo di ragazzi, si era sentito minacciare: «Dacci il telefonino, altrimenti ti ammazziamo di botte». Con una buona dose di coraggio e di fortuna, era riuscito a svicolare. E il gruppetto si era disperso. Tranne uno dei ragazzi, insistente più degli altri e poi bloccato dai carabinieri, a cui frattempo era arrivato l'allarme: 23 anni, nato in Italia da famiglia marocchina, nei giorni scorsi ha patteggiato 1 anno e 2 mesi per tentata rapina e 220 euro di multa.

Troppo sicuro di sé, la sera del 14 gennaio scorso. Non si era dileguato come gli altri, che invece si erano dati alla fuga tra i borghi. Poco prima, però, tutti insieme avevano avvicinato quell'uomo sulla cinquantina solo a spasso con il suo cane. Nessuno avrebbe potuto reagire. E lui non aveva infatti nemmeno provato a lottare. In compenso aveva cominciato a chiedere aiuto, suonando i campanelli delle case mentre arretrava verso casa. Con la speranza di mettersi in salvo. Ma gli aggressori lo avevano marcato stretto e solo grazie alla sua rapidità era riuscito a smarcarsi. Passo dopo passo aveva arretrato, urlando e cercando di attirare l'attenzione di qualcuno.

Era stata la compagna a sentire le sue grida: affacciata alla finestra, si era aggrappata al telefono per chiamare il 112, e a quel punto la banda di ragazzi aveva intuito che non c'era modo di mettere le mani sul cellulare. E che - soprattutto - nel giro di poco sarebbero arrivate le forze dell'ordine.

Con un rapido dietro-front i ragazzi erano scomparsi nei borghi del centro. Solo il 23enne si era attardato sperando ancora di prendere quel telefono, ma gli era costato caro. I carabinieri l'avevano bloccato mentre cercava di defilarsi. E per lui si erano poco dopo aperte le porte di via Burla.

r.c.

 

La solita passeggiata con il cane, prima di andare a dormire. Stesso giretto tra i borghi a pochi passi dal Duomo e a qualche metro da casa. In pieno centro, in quei pochi metri tra piazzale Salvo D'Acquisto, borgo delle Colonne e borgo degli Studi,...

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