Sei in Gweb+

LOTTA ALLA MAFIA

Il procuratore: «Le cosche in Emilia? Estirparle non è un'impresa impossibile»

30 luglio 2020, 05:01

Il procuratore: «Le cosche in Emilia? Estirparle non è un'impresa impossibile»

Georgia Azzali

Mattoni che scottavano. Lo si è scoperto una mattina del gennaio 2015, quando la maxi operazione Aemilia scoperchiò il vaso di Pandora del contagio mafioso. Degli investimenti di 'ndrangheta in quell'alveare di palazzine a Sorbolo, tra via Genova, via Torino, via Trieste, via Montefiorino e via Marmolada. C'era una volta un affare da 20 milioni di euro per la cosca Grande Aracri. Dopo le condanne degli uomini del clan, è arrivata la confisca del patrimonio: poco meno di due anni fa 13 alloggi furono consegnati alla Finanza, ieri altri cinque appartamenti sono passati nelle mani del Comune di Sorbolo Mezzani. E se alla fine del 2018 c'era Matteo Salvini a suggellare l'inizio della nuova pagina, ora a fare il primo passo negli appartamenti di via Montefiorino è il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese. «È il segnale migliore: questa è una giornata importante per un'iniziativa che ha un nome significativo: "Spazi per ricominciare" - sottolinea il ministro nella sala civica di Sorbolo -. Oggi le mafie sono diverse, più subdole - spiega -, ma al Nord le combattiamo tutti insieme, è un gioco di squadra che facciamo con tutte le istituzioni».

Associazioni criminali che qui sanno fare impresa, giocano sui tavoli della finanza e hanno a disposizione maghi delle false fatturazioni. Clan che hanno soldi e soprattutto in questo periodo di grave emergenza economica potrebbero andare in soccorso di chi ha bisogno. «L'esigenza è quella di fare presto - sottolinea Lamorgese -. Servono finanziamenti con celerità e l'obiettivo del governo è quello di avere la disponibilità immediata di almeno una parte delle risorse europee».

Ma i beni confiscati alle cosche potrebbero anche finire sul mercato o essere utilizzati da imprese in difficoltà, spesso alle prese con affitti che non riescono più a pagare. Il ministro ha spiegato di essersi confrontata spesso durante il lockdown con Bruno Frattasi, direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati (Anbsc), ieri seduto allo stesso tavolo della sala civica. «Si potrebbe permettere alle famiglie in difficoltà di scomputarne il costo dell'alloggio tramite il pagamento dell’affitto. Vedremo se riusciremo a fare una norma ad hoc - sottolinea il ministro -. Abbiamo preso contatti con Anci, Unioncamere e Camere di commercio affinché gli immobili possano essere utilizzati anche dalle imprese in difficoltà».

E l'Agenzia per i beni sequestrati e confiscati vuole guardare anche oltre, a quel volontariato che negli anni è diventata una forza propulsiva nella lotta alla mafia. «Venerdì (domani, ndr) - annuncia Frattasi - pubblicheremo il primo bando sperimentale per l’assegnazione diretta di beni confiscati ai soggetti del terzo settore».

Immobili restituiti alla legalità. E iniziative di grande «utilità sociale», come ha sottolineato più volte Elia Minari, che dal 2009 ha portato avanti decine di inchieste sulla voracità dei clan in Emilia Romagna. Ma anche un percorso che il Comune di Sorbolo Mezzani vuole continuare a portare avanti: «Nel 2015 abbiamo subito una profonda ferita - dice il sindaco Nicola Cesari -, ma la consegna di questi immobili è il secondo punto di sutura dopo quello del 2018, quando furono dati gli alloggi alla Finanza. Faremo il bando per assegnare questi appartamenti a famiglie bisognose».

Entro la fine dell'anno, poi, l'Emilia Romagna si candida per ospitare una grande conferenza sulla legalità: è il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, a dare l'annuncio invitando il ministro Lamorgese. Perché «le mafie qui ci sono e da tempo - sottolinea Bonaccini -, ma i politici coinvolti si contano sulle dita di una mano, e questo è un elemento importante, perché ci dice che ci possono essere gli anticorpi per combatterle».

Ma mai come ora la criminalità organizzata ha appetiti insaziabili: la crisi picchia duro e anche in una regione ricca come l'Emilia Romagna lo spettro è quello di decine di migliaia di disoccupati. «I 220 miliardi del Recovery Fund sono una cifra straordinaria, ma non basta ottenerli, bisogna spenderli bene e presto - evidenzia il governatore -. Un grande Paese non può non tenere insieme poca burocrazia e lotta alla criminalità. Il tema deve essere il lavoro, perché io temo che si possa presentare gente con una valigetta piena di soldi in un albergo in Romagna o in un'azienda manifatturiera emiliana».

Gli scenari che le mafie hanno già cominciato a disegnare da settimane. Annusando l'affare.

 

Georgia Azzali Mattoni che scottavano. Lo si è scoperto una mattina del gennaio 2015, quando la maxi operazione Aemilia scoperchiò il vaso di Pandora del contagio mafioso. Degli investimenti di 'ndrangheta in quell'alveare di palazzine a Sorbolo,...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal