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SCIENZA

Il ricercatore di Collecchio Marco Merusi «manda» una sonda su Marte

30 luglio 2020, 05:03

Il ricercatore di Collecchio Marco Merusi «manda» una sonda su Marte

COLLECCHIO C’è anche un po’ di Collecchio nel rover Perserverance, il mezzo robotico su ruote, grande come un’utilitaria, che verrà lanciato oggi dalla Nasa, nella base di Cape Canaveral, in Florida, con destinazione Marte, per la precisione il cratere Jezero.

La meta non è stata scelta a caso: al suo atterraggio, nel febbraio 2021, la sonda andrà alla ricerca di tracce di vita su pianeta rosso. Il cratere Jezero, infatti, assomiglia molto ad un lago e non è escluso che in tempi remoti abbia ospitato dell’acqua. Inoltre è ricco di minerali carbonati. Perseverance fornirà importanti informazioni sulle condizioni climatiche e biologiche in vista di possibili missioni con astronauti, in futuro, sul pianeta rosso.

Al progetto ha partecipato il collecchiese Marco Merusi, che attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca al Niels Bohr Institute dell’università di Copenaghen, sotto la supervisione di Kjartan Kinch e di Monrten Bo Madsen. Marco ha sempre avuto la passione per l’astronomia e dal primo telescopio a 9 anni alla collaborazione per il rover Nasa il passo non è stato breve, ma, sottolinea lui, sorretto «da tanta passione, ambizione e perseveranza».

Il suo contributo al progetto riguarda la calibrazione della fotocamera, Mastcam-Z, piazzata sulla testa di Perseverance: la telecamera, a due occhi, ha la possibilità di riconoscere la profondità e fare foto al paesaggio. «Dalle foto di rocce e minerali - spiega Marco - sarà possibile misurare come e quanto questi riflettano la luce del sole e quindi risalire alla loro natura».

Per poter analizzarle, la fotocamera dev'essere calibrata e qui entra in gioco Marco, che fa parte del team che ha progettato e costruito il sistema di calibrazione, montato sulla schiena del rover, con la possibilità, nel momento in cui ci saranno immagini sufficienti, di passare all’analisi scientifica e morfologica della superficie di Marte.

Marco Merusi, dopo la maturità al liceo scientifico Marconi, ha fatto la triennale in astronomia all’Università di Bologna, a cui è seguita la laurea magistrale a Padova con una tesi sull’analisi geomorfologica della superficie del pianeta Mercurio.

Ha collaborato come stagista al centro di ricerca Latmos di Guyancourt, vicino a Parigi, per un progetto legato all’analisi dei dati sull’atmosfera di Marte inviati dalla sonda dell’Agenzia spaziale europea e Russa: Trace Gas Orbiter.

Il suo grazie va alla famiglia che lo ha sostenuto in questi anni ed agli amici del Bar Stazione che lo hanno sempre incoraggiato.

Collecchio tifa per lui.

G.C.Z.

 

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