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Coronavirus

Finalmente a casa dopo quattro mesi e mezzo in ospedale

di Manrico Lamur -

01 agosto 2020, 05:04

Finalmente a casa dopo quattro mesi e mezzo in ospedale

Ha vinto la sua battaglia contro il Covid-19 e dopo quattro mesi e mezzo è ritornato a casa.

Angelo Mainardi, 74 anni, da tutti conosciuto a Salso con il soprannome di «Ligaia», ha sconfitto il virus grazie alla sua forza di volontà ma anche alla professionalità di medici ed operatori sanitari che, come tiene a sottolineare, oltre ad averlo curato lo hanno letteralmente «coccolato».

Mainardi, in pensione dopo quarant'anni di lavoro all'Enel, ha accusato i primi sintomi del Covid già il 6 marzo, prima che fosse stato istituito il lockdown. E da lì è cominciata la sua odissea fatta di ricoveri in 4 diversi ospedali.

«Sono rimasto a casa per otto giorni con febbre altissima, nonostante antibiotici ed antipiretici, fino al ricovero all’ospedale di Vaio dove sono stato intubato e il giorno dopo trasportato al nosocomio di Baggiovara in provincia di Modena veramente in gravissime condizioni» sottolinea Mainardi.

Era il periodo della massima emergenza sanitaria e, in attesa della definizione di padiglioni dedicati, la disponibilità di posti letto era minima.

A Baggiovara «Ligaia» è rimasto ricoverato un'altra ventina di giorni: intubato e sottoposto addirittura a tracheotomia, è stato risvegliato poco per volta.

«Devo la vita ai medici ed agli operatori sanitari di Baggiovara - racconta - che, oltre a possedere una grande professionalità, mi hanno letteralmente “coccolato” – ribadisce Mainardi –. Successivamente sono stato trasferito all’ospedale di Sassuolo, sempre in provincia di Modena: qui sono rimasto un’altra ventina di giorni in terapia intensiva prima del ritorno a Vaio dove ho trascorso una decina di giorni».

È il periodo di miglioramento della situazione sanitaria generale e così Vaio chiude i reparti Covid e Angelo Mainardi, le cui condizioni di salute sono nel frattempo migliorate, viene trasferito al Maggiore di Parma in terapia subintensiva e successivamente al Don Gnocchi, per la riabilitazione, fino ad arrivare a venerdì scorso con le dimissioni e il rientro nella propria abitazione, abbracciato dalla moglie, dai due figli (un maschio e una femmina) e dalle nipoti.

Mainardi è comprensibilmente debilitato ma con la consapevolezza di aver vinto la sua battaglia per la vita: una storia a lieto fine che lo stesso salsese ha voluto raccontare per «ringraziare medici e paramedici di tutti gli ospedali nei quali sono stato ricoverato, ma in particolare quelli di Baggiovara che con professionalità e umanità mi hanno salvato».

«Vorrei abbracciarli uno ad uno e dire loro che non li dimenticherò mai» conclude.