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Emergenza covid

La dottoressa incinta in prima linea

di Isabella Spagnoli -

03 agosto 2020, 05:10

La dottoressa incinta in prima linea

Verrà al mondo fra pochi giorni, Leonardo, e promette già di essere un piccolo guerriero, perché la sua mamma, durante i mesi di gravidanza in prima linea, di coraggio gliene ha passato tanto. Giulia Della Giustina, medico di famiglia di 36 anni, parmigiana, ma in servizio a Piacenza dal 2 gennaio (poche settimane prima dell’inizio della pandemia che ha segnato la storia) ha sempre continuato a fare il suo mestiere nonostante portasse un bimbo in grembo. «Quando è scoppiato il Covid ero al primo trimestre di gravidanza - racconta - . All’inizio se ne sapeva davvero poco di questo maledetto virus, non si conosceva quasi nulla e la paura, per tutti, era alle stelle. Dopo i primi momenti in cui il terrore per la mia persona, ma soprattutto per mio figlio, mi impediva di essere lucida e serena, è subentrata, poi, la consapevolezza che non avrei potuto abbandonare il camice bianco per niente al mondo. E’ dunque prevalsa l’etica professionale e ho cercato di mettere la paura in un angolo».

La dottoressa ha quindi cercato di procurarsi personalmente i dispositivi di protezione, in quanto, durante i primi tempi dell’epidemia era difficile trovarne in commercio. «Ho incontrato tanti ammalati di coronavirus - spiega -. Entravo nelle case dei pazienti avvolta da strati su strati, proprio come i medici impegnati nell’ospedale. Mi vestivo da astronauta in macchina e mi svestivo per strada, dopo aver usato litri di disinfettante. Cercavo di rimanere il meno possibile nelle abitazioni dei pazienti. Dopo aver fatto la diagnosi correvo a casa e seguivo il decorso della malattia al telefono».

Giulia racconta che diversi suoi assistiti sono morti, mentre altri sono, fortunatamente, riusciti a guarire, anche grazie alle sue cure. «Sono stata faccia a faccia con la sofferenza e con la morte - aggiunge -. La preoccupazione per il mio piccolo era sempre tanta, ma ho resistito fino in ultimo. Ho infatti tolto il camice da pochi giorni e fra un paio di settimane nascerà il mio bambino».

La dottoressa, che dice di non essere un’eroina ma un medico che come tanti ha fatto solo il suo lavoro, con coscienza e dedizione, ora si trova a Parma, circondata dall’amore dei familiari. «Durante la pandemia ho fatto continuamente avanti e indietro da Piacenza a Parma e viceversa - conclude -. Non dimenticherò mai lo sconforto di certe sere, la consapevolezza di lavorare in una città fra le più colpite dal virus in tutta Italia. Fortunatamente ho passato una gravidanza stupenda, non ho mai avuto un problema, anche se non me la sono potuta godere come avrei voluto. E poi ho sempre avuto il sostegno di mio marito, dentista a Piacenza: pure lui ha aperto le porte ai suoi pazienti per emergenze. E’ stato difficile ma ora sta per nascere il piccolo Leonardo. Ora è il momento di assaporare solo la gioia».