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Ostia Parmense

Tunisino "libero": rabbia e proteste sui social

05 agosto 2020, 05:02

Tunisino "libero": rabbia e proteste sui social

MICHELE CEPARANO

Ha suscitato la protesta dei politici parmigiani del centrodestra e una vera e propria sollevazione da parte dei lettori sulla pagina Facebook e sul sito della Gazzetta, l'obbligo di firma deciso dal giudice in attesa del processo, che sarà celebrato l'8 settembre, nei confronti del ventunenne tunisino arrestato domenica.

Il giovane, dopo aver devastato la stazione ferroviaria di Ostia Parmense, nel comune di Borgotaro, ha gettato tre transenne su un binario rischiando di far deragliare un treno in transito.

Una tragedia evitata solo grazie all'intervento dell'appuntato dei carabinieri di Borgotaro Roberto Spagnoli che, aiutato dal collega Luigi Ratuis, è riuscito a spostare le transenne, ferendosi però a un polso e al femore. Il tunisino, già arrestato e condannato a febbraio a Torino per danneggiamenti e resistenza a pubblico ufficiale, lunedì è comparso davanti al giudice che, dopo aver convalidato l'arresto, gli ha imposto l'obbligo di firma non accogliendo la richiesta del pm di custodia cautelare in carcere. Il giovane extracomunitario, che dovrà rispondere, tra le altre accuse, a quella di attentato alla sicurezza dei trasporti, dovrà infatti presentarsi una volta al giorno, dal lunedì al venerdì, alla caserma dei carabinieri di Fornovo, comune dove vive suo fratello, dal momento che risulta senza fissa dimora.

«È già libero il giovane delinquente tunisino che domenica ha devastato la stazione di Ostia Parmense e gettato transenne sulle rotaie, rischiando di far deragliare il treno - scrive Laura Cavandoli, deputato e consigliere comunale della Lega -.

Era già stato condannato qualche mese fa per danneggiamento e resistenza. Pare fosse arrabbiato perché viaggiava senza biglietto ed era stato fatto scendere da un convoglio. Così ha deciso di spaccare tutto. Solo l’intervento di un appuntato dei carabinieri che ha coraggiosamente spostato le transenne dai binari, ferendosi, ha evitato il peggio. Ieri mattina (lunedì, ndr) in tribunale è stato deciso di non mandarlo in carcere ma di lasciarlo libero con l'obbligo di firma a Fornovo. Secondo voi, potrà prenderci sul serio? Avrà rispetto delle leggi e timore del la giustizia italiana nell’infrangerle?».

«Oggi in Italia - prosegue la Cavandoli - si entra clandestinamente e si delinque impunemente. Nonostante questo, per il governo le priorità sono ridurre le multe alle navi delle ong e smantellare i decreti sicurezza. Gli italiani non meritano tutto questo. Non si può andare avanti così».

Alle parole del deputato leghista fanno eco quelle del senatore Enrico Aimi, commissario provinciale di Forza Italia.

«È incredibile che il tunisino, che tre giorni fa ha gettato tre transenne sui binari di Ostia Parmense, sia già stato rimesso in libertà - scrive Aimi - . Un atto folle, quello dello straniero, le cui terribili conseguenze – il treno, come riferito da autorevoli fonti, poteva deragliare – sono state sventate solo grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri. Il fatto che questo “pericolo pubblico” sia in libertà rischia di minare alla base la fiducia nella giustizia. Come devono sentirsi i cittadini ogni volta che a simili personaggi viene consentito di vivere nell’impunità? Cosa si deve fare nel nostro Paese per essere assicurati alla giustizia e non nuocere alla collettività o per essere espulsi? Per quanto ancora dovremo leggere che questi soggetti, peraltro “già noti alle forze dell’ordine”, sono stati rimessi in libertà? Altro che smantellamento dei decreti sicurezza: un governo serio dovrebbe lavorare per inasprire le pene e per fermare definitivamente questa immigrazione incontrollata. Le norme sulle espulsioni vanno immediatamente riviste e devono essere molto più stringenti, soprattutto per coloro che costituiscono un pericolo per la pubblica sicurezza. Ogni altra forma di tolleranza, anche di di carattere giudiziario, ormai appare davvero incomprensibile». A tal proposito Aimi annuncia che presenterà un'interrogazione al ministro della Giustizia. «Valuterò - conclude - se sussistono gli estremi per avere sul caso i dovuti chiarimenti e, se necessario, avanzerò richiesta di invio degli ispettori ministeriali in tribunale. Ricordo infatti che il pubblico ministero aveva richiesto la custodia cautelare in carcere ritenendo che ne sussistessero i presupposti».

Ai commenti dei due esponenti del centrodestra se ne aggiungono numerosi altri da parte dei lettori sulla pagina Facebook e sul sito della Gazzetta.

Commenti che vanno dall'ironia («L'ingiustizia trionfa sempre») all'amarezza («Sempre perché la legge non è uguale per tutti... sono senza parole» o «Potevate evitare di scrivere che resta libero, non avevamo nessun dubbio») fino alla rabbia («Rimane libero un pazzo scatenato» o «Ma in che schifo di stato siamo»).

Inoltre, tra i tanti complimenti ai carabinieri, c'è anche uno che minimizza. Ma è una goccia nel mare.

MICHELE CEPARANO Ha suscitato la protesta dei politici parmigiani del centrodestra e una vera e propria sollevazione da parte dei lettori sulla pagina Facebook e sul sito della Gazzetta, l'obbligo di firma deciso dal giudice in attesa del...

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