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OSTIA PARMENSE

Devasta la stazione: la procura fa ricorso contro la scarcerazione del 21enne

di Pierluigi Dallapina -

06 agosto 2020, 14:26

Devasta la stazione: la procura fa ricorso contro la scarcerazione del 21enne

Per un uomo che ha devastato una stazione ferroviaria e rischiato di far deragliare un treno, il solo obbligo di firma in caserma è considerato troppo poco. Una persona così dovrebbe finire in carcere e aspettare dietro le sbarre l'inizio del processo, visti alcuni precedenti poco rassicuranti sulla sua capacità di controllare le esplosioni di rabbia. Ne è convinta la procura, che ha chiesto al tribunale del riesame di ribaltare la decisione del giudice relativa al caso del 21enne tunisino protagonista di una domenica mattina di follia a Ostia Parmense.

Il giudice, dopo aver convalidato l'arresto del giovane, lo aveva rimesso in libertà ritenendo che l'obbligo di firma, dal lunedì a venerdì, fosse una misura di sicurezza sufficiente per tenerlo a bada in attesa del processo, fissato l'8 settembre.

Questa decisione ha però scatenato la rivolta del centrodestra locale, con Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega pronti a ricordare al Governo, per l'ennesima volta, il dovere di inasprire le pene. Anche i 5 Stelle hanno criticato l'obbligo di firma, considerandolo una precauzione troppo blanda per uno che ha rischiato di far deragliare un treno.

«Quando una decisione non viene condivisa, la si impugna senza alcuna polemica. È normale che accada», spiega il procuratore Alfonso D'Avino, confermando la volontà della procura di pretendere una misura di sicurezza più severa per quel giovane non nuovo agli scatti di ira. Da qui la decisione del pm Fabrizio Pensa di presentare ricorso al tribunale del riesame contro l'ordinanza del giudice che ha rimesso in «libertà» il 21enne. Il pm è tornato a pretendere la custodia cautelare in carcere ribadendo una richiesta avanzata in udienza da un altro pm, Elena Riccardi.

Una cella sarebbe il posto più adatto per questo giovane capace di devastare la stazione ferroviaria di Ostia Parmense, nel comune di Borgotaro, come reazione all'essere stato fatto scendere da un treno su cui sarebbe salito senza biglietto.

Accecato dalla rabbia, non si è però limitato a distruggere la porta a vetri dell’ingresso, a scardinare la macchina obliteratrice e a lanciarla sui binari morti, a distruggere il tabellone degli arrivi e delle partenze. No, il tunisino ha continuato a dar sfogo alla sua furia lanciando sui binari tre transenne che hanno rischiato di essere travolte da un regionale diretto a La Spezia. Ad evitare la tragedia ci hanno pensato due carabinieri, Roberto Spagnoli e Luigi Ratuis, con il primo che ha rimediato una ferita al polso e al femore per essere stato colpito dall'ultima transenna centrata dal treno e scagliata a diversi metri di distanza.

Di fronte ad una scena del genere, quell'obbligo di firma in caserma a Fornovo, dove vive il fratello del 21enne risultato essere senza fissa dimora, è sembrato insufficiente.

Pericolosità sociale: questo, secondo la procura, il tratto che caratterizza la personalità del giovane già arrestato e condannato a febbraio a Torino per danneggiamenti e resistenza a pubblico ufficiale.

Danneggiamento aggravato e attentato alla sicurezza dei trasporti sono invece i due reati contestati dalla procura per i danni provocati alla stazione di Ostia Parmense, anche se per il giudice quelle tre transenne sui binari risponderebbero al reato di blocco ferroviario.

E mentre la procura prova a riportare in carcere il 21enne, la politica continua a protestare contro il suo ritorno in «libertà». «Desta senza dubbio stupore l’assegnazione del solo obbligo di firma, dal lunedì al venerdì, per un soggetto che pone in essere comportamenti che mettono a rischio la sicurezza ferroviaria e, di conseguenza, la vita di un carabiniere intervenuto per evitare un deragliamento», afferma Davide Zanichelli, deputato del Movimento 5 Stelle. Il parlamentare continua parlando di un «episodio che poteva finire molto peggio e che, senza voler entrare nel merito della decisione giudiziaria, rende evidenti le perplessità su una misura che, in queste ore, sta provocando tanto sdegno fra i cittadini che non si sentono adeguatamente tutelati».