Sei in Gweb+

Sagre

Le feste campestri cancellate dal Covid. Ma in autunno due sorprese

di Luca Molinari -

08 agosto 2020, 05:06

Le feste campestri cancellate dal Covid. Ma in autunno due sorprese

Quella del 2020 sarà ricordata come l’estate senza sagre. Niente feste campestri, fiere di paese o grigliate nei campi sportivi. L’emergenza Covid-19 sembra aver cancellato con un colpo di spugna – salvo qualche rara eccezione - decenni di tradizioni tra Bassa e Appennino, città e contado.

In realtà non tutto è perduto. Le pro loco, le istituzioni e le altre realtà impegnate nell’organizzazione di eventi hanno comunque organizzato degli appuntamenti – spesso culturali, come la tradizionale «Estate delle Pievi» – per garantire una buona vitalità del territorio durante l’estate. Le speranze di tutti sono però legate al periodo autunnale che dovrebbe segnare la ripresa di sagre ed eventi, coronavirus permettendo.

Sono state infatti confermate importanti fiere come quella del Fungo di Borgotaro Igp e del Tartufo nero di Fragno, due appuntamenti che ogni anno attirano migliaia di persone. Davvero numerosi anche gli eventi legati al Settembre Gastronomico, tra cene benefiche, gemellaggi e iniziative che segneranno il connubio tra cibo e cultura.

In realtà non esiste un divieto nazionale né regionale di proporre gli eventi di paese. Ma le regole da rispettare e le responsabilità che gli organizzatori devono assumersi nel caso di eventuali contagi sono troppo gravose. Da qui la scelta di ripiegare su eventi alternativi, evitando manifestazioni che prevedono la consumazione di cibi e bevande.

«Le ventotto Pro Loco del nostro territorio – spiega Aldo Stocchi, presidente del Comitato provinciale Unpli, Unione nazionale pro loco d’Italia – in questo periodo di emergenza si sono dovute trasformare. Durante il lockdown i soci si sono messi a disposizione di chiunque avesse bisogno di aiuto e ora stiamo cercando di proporre delle iniziative alternative alle classiche sagre e feste di paese, per garantire comunque la vitalità estiva che caratterizza il nostro territorio ed essere in sintonia con le normative anti Covid-19».

Mettere a tavola centinaia di persone in questo periodo è una vera e propria sfida. «Per ora dimentichiamoci i lati delle strade tappezzati con gli inconfondibili cartelloni colorati che annunciavano sagre e feste di paese – prosegue Stocchi –. Le regole da rispettare sono davvero numerose: bisogna segnare tutti i contatti e i nomi di chi entra alla festa e tenere gli elenchi per i quindici giorni successivi, sperando che non emerga nessun contagio in quel periodo di tempo». Il rischio più alto è però legato al dopocena. «Se anche si riuscisse a mettere tutti a tavola ben distanziati, come in alcuni casi accade – commenta – sarebbe impossibile gestire la fase successiva in piena sicurezza, ossia quando la gente si alza per fare due chiacchiere, prendere un digestivo o andare a ballare. Tante pro loco non se la sentono di correre un rischio così grande».

Ora l’attesa è tutta per l’autunno, nella speranza che possa esserci un ulteriore allentamento delle restrizioni. «Siamo fiduciosi – sottolinea Stocchi – Stiamo cercando di programmare delle iniziative nell’ultimo trimestre dell’anno, anche sperimentando formule nuove e progetti innovativi, sperando in una evoluzione positiva della situazione». Ad esempio, nel sito della Fiera del Fungo di Borgotaro – in programma il 12-13 e 19-20 settembre – si spiega che sarà ideata una «edizione speciale, rimodulata in funzione della situazione attuale. Non mancherà la grande fiera gastronomica, e ci saranno eventi collaterali fra musica e showcooking, ma per il momento – concludono gli organizzatori - il programma è ancora “top secret”».

© RIPRODUZIONE RISERVATA