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Fidenza

Vaio, si chiude in bagno per non far vaccinare il figlio

Una storia delicata e controversa

08 agosto 2020, 05:30

Vaio, si chiude in bagno per non far vaccinare il figlio

Lei in un bagno dell'ospedale con il figlioletto di sei anni, la nonna davanti alla porta, il cellulare in mano, pronta a riprendere medici, infermieri e chiunque provasse ad avvicinarsi. Forse era impegnata in una diretta facebook da Vaio. O forse stava registrando un video con un commento nel quale ribadiva ciò che era già stato messo per iscritto da lei e dalla figlia. «Il bambino non deve essere vaccinato: rischia di morire». Questo in sintesi il contenuto dei fogli distribuiti dalle due donne in ospedale. Concetto che, secondo la madre e la nonna del bimbo sarebbe avvalorato dal parere di sette medici consultati in varie regioni.

Di lì a poco, a più voci e via social, esponenti e legali del movimento No vax minacciavano chi volesse iniettare il vaccino al bambino di denuncia per «tentato omicidio volontario». Intanto, il bimbo era uscito da Vaio così come era entrato: ancora non vaccinato, nonostante proprio questo sia stato imposto pochi giorni fa da due sentenze ravvicinate del Tribunale di Parma. Il medico non ha ritenuto prudente procedere a questo punto, dopo la mezz'ora di «buio», con il piccolo lontano dai suoi occhi, in bagno con la mamma. Nel frattempo, era ormai metà pomeriggio dell'altro ieri, sono arrivati i carabinieri, anche se la situazione si era già sbloccata: la madre era fuori dall'ospedale, mentre la nonna e il bambino sedevano all'interno, in una sala d'attesa. I militari si sono limitati a raccogliere testimonianze sull'accaduto. Una tregua, nient'altro che una tregua, viene da pensare, in una guerra scatenata da una madre (e da una nonna) pronta a tutto pur di non far vaccinare il proprio bambino.

Si sta parlando di una famiglia tutt'altro che emarginata e disagiata che vive nella nostra provincia. Fino a un po' di tempo fa, il caso era seguito dalla Pedemontana sociale. Poi, da quando la mamma si è trasferita con il bambino dai genitori, ha cominciato a occuparsene Asp Fidenza: la donna si trovava in uno degli undici comuni (ma non a Fidenza) coperti dal servizio di assistenza sociale.

La storia è delicata e controversa. Non solo perché coinvolge un bambino, ma perché ci sono di mezzo due genitori divisi da credi contrapposti: il padre sarebbe favorevole ai vaccini previsti dalla legge per tutti i bimbi (a meno di accertate controindicazioni). La madre no, come si è detto: lei, come tutto il popolo dei No vax, vede i vaccini come fonte di pericoli e danni e non come protezione dalle malattie. Non è escluso che sia proprio questa la causa della rottura della coppia. A separare i due non ci sono solo le idee, ma anche le denunce. Dal 2017, lei ne ha sporte quattro nei confronti dell'ex compagno. Le prime tre, almeno una delle quali per maltrattamenti in famiglia, sono state archiviate. Per la quarta, invece, si andrà davanti al giudice il mese prossimo. Pesantissima l'ipotesi di reato: il padre sarebbe accusato di abusi sessuali nei confronti del proprio bambino. Per questo, in via strettamente cautelativa, gli è stata tolta la potestà genitoriale.

Altrettanto, però, è toccato alla madre, dopo una perizia psichiatrica disposta dal tribunale. Ora, titolare della tutela del bimbo è Asp Fidenza. Non solo. Il 31 luglio i giudici hanno stabilito che la donna e il bambino venissero allontanati dall'abitazione dei genitori di lei e che fossero trasferiti (il 3 agosto, con un'altra sentenza è stato concesso anche l'uso della forza), in una casa famiglia. Asp li ha portati nel Cremonese, con la Squadra mobile di scorta, ma senza che i poliziotti fossero costretti a intervenire: il viaggio si è svolto in modo tranquillo. Ma soprattutto il tribunale ha inserito il bambino nell'evasione dell'obbligo vaccinale (e dovrebbe assolverlo anche per la stessa permanenza all'interno della struttura dalla quale è ora ospitato). Fondamentale, per le decisioni del collegio dei giudici civili, la perizia del medico legale che non ha riscontrato possibili controindicazioni nella somministrazione del vaccino al bimbo. Di un pericolo anche grave avevano invece parlato i sette medici consultati dalla madre No vax. Il perito del tribunale ha confutato le loro tesi, scrivendo che in alcuni casi sfiorerebbero il ridicolo. r.c.