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Lutto

Delporto, una vita libera tra Parma e Corsica

10 agosto 2020, 05:08

Delporto, una vita libera tra Parma e Corsica

ISABELLA SPAGNOLI

 

Era un'anima libera Gianni Delporto. Un uomo istrionico, brillante, che, ad un certo punto del suo cammino, aveva avuto il coraggio di fare delle scelte, dando una svolta importante alla sua vita. Era stato capace di ribaltare certezze, consuetudini, mettendosi alla prova in un luogo «straniero», trasformando i suoi giorni in un’esperienza unica, degna di essere vissuta. Ora che Gianni è scomparso, a 72 anni, restano di lui racconti di un’esistenza ricca e soddisfacente.

Nato a Langhirano l’8 marzo del 1948, faceva parte di una famiglia che era stata fra le prime ad occuparsi della realizzazione del prosciutto di Parma.

Negli anni è diventato presidente del Consorzio, poi, intorno alla metà del 1980, ha ceduto i suoi stabilimenti e ha iniziato un’ attività di mediazione di carni e salumi.

«Mio padre ha iniziato a fare quell’attività molto giovane ma non l’ha mai amata, quindi, successivamente, ha deciso di dare forma ai suoi sogni iniziando ad occuparsi di immobili e costruzione di case -, spiega il figlio Paolo -. Tutto iniziò durante una vacanza. Mentre stavamo tornando dalla Corsica, ci siamo fermati sull’isola di Cavallo (posizionata tra Corsica e Sardegna su territorio francese) dove abitava un suo amico e papà si è innamorato di quel posto».

La famiglia cominciò ad andare in vacanza in quel luogo e, successivamente, Gianni decise di trasferirsi in quell’isola magica che gli permetteva di confrontarsi con se stesso, mostrandosi per ciò che faceva e non per quello che aveva.

«Lì cominciò ad occuparsi di immobili e della costruzione di abitazioni - continua il figlio Paolo -. Seguì il rilancio turistico dell’isola, fu consigliere e diventò anche sindaco del villaggio. Solo in quel luogo si sentiva totalmente libero. Amava i ritmi e le modalità che vigevano in quel posto. Per fare la spesa doveva prendere il gommone e recarsi nel primo punto vendita che si trovava a dodici miglia. Spesso consultava il meteo perché se c’era brutto tempo non poteva fare approvvigionamenti e quindi rischiava di rimanere senza viveri. Era diventato amico dei pescatori, di coloro che lavoravano su quella terra. Lì era riuscito a mettere in campo i suoi veri valori. Da un ruolo che aveva a Parma, basato sulle apparenze, era riuscito, durante i vent’anni trascorsi sull’isola di Cavallo a misurarsi con se stesso in profondità».

Gianni è stato colpito da un infarto nella sua amata terra. In un secondo momento è stato operato ad Ajaccio e poi tornato a Parma dove, dopo una settimana ha avuto un arresto cardiaco che gli è stato fatale. «ll suo sorriso e l’esserci sempre stato per tutti mancheranno moltissimo - concludono i familiari -. Quando qualcuno aveva un problema sapeva che poteva bussare alla sua porta e lì avrebbe trovato una soluzione».

A Parma Gianni tornava ogni anno per trascorrere qualche mese con i suoi cari, ma poi fremeva per tornare alla sua adorata isola. Amante delle auto, aveva creato con Lello Venturini, a Langhirano, un team di Formula 3 a fine anni Settanta, vincendo un campionato europeo con il pilota Riccardo Patrese.

«Non aveva mai gareggiato, ma adorava la gestione del team» aggiunge ancora Paolo che sottolinea come Gianni, il cui funerale sarà celebrato stamattina alle 11,30 in San Sepolcro (via della Repubblica 76) sia stato una guida sicura per tutti, un punto di riferimento insostituibile.