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Romano Musiari, il falegname che disse no a Salvarani

10 agosto 2020, 05:03

Romano Musiari, il falegname che disse no a Salvarani

GIAN CARLO ZANACCA

 

COLLECCHIO Il paese ha detto addio a Romano Musiari, 88 anni, imprenditore titolare di una falegnameria. Per una vita Musiari ha fatto il falegname.

È stato fra i protagonisti della ripresa dell’Italia dopo la Seconda guerra mondiale, grazie al proprio impegno sul campo, alla caparbietà e a tanta passione, contribuendo alla crescita della propria comunità, dopo le ferite inferte dal conflitto. Originario di Torrile, ha iniziato ancora ragazzo come garzone nel negozio di falegnameria dello zio, dove si costruivano le ruote dei carri in legno e le pale per i mulini.

Siamo negli anni Quaranta, e il primo salto Musiari lo fa a metà degli anni Cinquanta quando si trasferisce a Parma, nell'Oltretorrente, dove lavora come dipendente di una falegnameria. Nella seconda metà degli anni Cinquanta decide di mettersi in proprio, va ad abitare in via Montanara, dove apre il suo primo laboratorio. Era nella cantina dell’abitazione, per poi realizzarne uno di fianco a casa. Erano gli anni del boom economico in cui Romano produceva principalmente gli sportelli in legno per i secchiai delle cucine. Poi l’arrivo della industrializzazione e della Salvarani che lo chiamò a lavorare in azienda. Romano rifiutò e continuò con il suo piccolo laboratorio.

Nel frattempo, era il 1958, si era sposato con Anna e dal matrimonio sono nati quattro figli: Luciano, Mauro, Massimo e Simona. La sua è stata una vita dedicata al lavoro ed alla famiglia. Nel 1985 decise di trasferirsi da Parma a Lemignano di Collecchio dove ha costruito la sua nuova casa ed il capannone in cui, da 35 anni, ha sede la sua azienda, la Falegnameria Musiari Romano. Nel 2004 ha ricevuto il riconoscimento della Cna per i 50 anni di iscrizione all'associazione e di attività continuativa. Dalle ruote dei carri e dagli sportelli per i secchiai delle cucine di tempo ne è passato e Romano si era specializzato nella produzione di arredi su misura per negozi, in ambito alimentare e per abbigliamento e accessori. Oggi la sua azienda è una realtà consolidata in cui lavorano tutti e quattro i figli e dove è entrato anche un nipote. Gioviale, pratico, caparbio, Romano Musiari è stato fortemente supportato, in tanti anni di lavoro ed impegno sul campo, dalla moglie Anna che è sempre stata al suo fianco. Negli ultimi anni, dopo il pensionamento, si è dedicato anche ai viaggi, una soddisfazione che ha condiviso con lei, dopo tanto lavoro. Lascia la moglie Anna, i figli Luciano, Mauro, Massimo e Simona, i nipoti, il fratello Florio, la sorella Romea e i tanti parenti. I funerali sono in programma per domani mattina alle 9, partendo dalle nuove sale del commiato collecchiesi in via della Basse 1/G, per la chiesa parrocchiale di Lemignano, e quindi al cimitero della Villetta.

 

GIAN CARLO ZANACCA COLLECCHIO Il paese ha detto addio a Romano Musiari, 88 anni, imprenditore titolare di una falegnameria. Per una vita Musiari ha fatto il falegname. È stato fra i protagonisti della ripresa dell’Italia dopo la Seconda...

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