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Allarme

Ponti a rischio in provincia: 13 hanno gravi problemi di portata

di Gian Luca Zurlini -

11 agosto 2020, 05:08

Ponti a rischio in provincia: 13 hanno gravi problemi di portata

I due ponti sul Po di Ragazzola, attualmente chiuso al traffico per lavori sino al 25 settembre, e di Colorno, con i loro gravi problemi strutturali, sono solo la punta dell'iceberg di una situazione tutt'altro che rosea dei ponti e viadotti dell'intero territorio provinciale. E per questo da tempo la Provincia ha iniziato un monitoraggio della situazione strutturale che ha fin qui riguardato 350 strutture. Fra queste, sono cinque quelle per le quali si è reso necessario il senso unico alternato, mentre per altre 8 sono state istituite limitazioni al peso dei veicoli che possono transitare. La situazione, però, è ancora provvisoria e molti altri potrebbero essere i ponti soggetti a limitazioni di transito per motivi di sicurezza. Tutto questo a fronte, purtroppo, di una carenza di fondi che per il momento non consente di programmare i tempi del loro ripristino.

350 I PONTI CONTROLLATI

A fare il punto della situazione è il delegato provinciale alla Viabilità Giovanni Bertocchi, che assieme all'ingegnere capo della Provincia Giampaolo Monteverdi, per oltre 20 anni dirigente del comune di Parma, sta portando avanti il programma di monitoraggio capillare delle strade.

«Sul territorio provinciale - dice Bertocchi - ci sono circa 950 ponti, numero che comprende gli attraversamenti dei corsi d’acqua principali, di tutti i torrenti, torrentelli e affluenti secondari, e gli attraversamenti storici dei ruscelletti di montagna. La Provincia già da alcuni anni ha iniziato a monitorarli tutti, componendo un vero e proprio “Catasto ponti” , per verificare lo stato di manutenzione e di conservazione di tutte queste opere e garantire la circolazione in sicurezza. Ovviamente si sta dando la precedenza ai ponti di dimensioni maggiori, posti sulle direttrici di maggior traffico».

Il controllo riguarda circa 150 ponti ogni anno e ne sono fino a oggi stati monitorati e classificati, circa 350 e l'obiettivo è di arrivare per la fine del 2020 a 400. «Il monitoraggio - prosegue Bertocchi - è effettuato dai tecnici della Provincia in collaborazione con l’Università di Parma e vari progettisti specializzati». Le operazioni consistono in una prima ispezione visiva, per verificare crepe o fessurazioni, a cui seguono prove sui materiali che compongono la struttura. Una volta avuti i risultati viene rifatto il calcolo statico della struttura, per ottenere la capacità portante del ponte.

FONDI INSUFFICIENTI

Lo stato di conservazione dei ponti e il tipo di lavorazione necessaria richiederebbero fondi piuttosto consistenti, che però la Provincia, a seguito dei tagli degli ultimi anni, non ha a disposizione. Il risultato è che ci vorranno tempi lunghi per rimettere in sesto i ponti soprattutto quelli sulle strade di minor traffico, che avranno priorità più bassa.

L'obiettivo, fin qui centrato, della Provincia è stato però di mantenere i ponti transitabili garantendo la sicurezza degli automobilisti. A parte il ponte sul Po di Ragazzola, non ci sono in questo momento altri ponti non transitabili sulle strade provinciali. Con le limitazioni e i sensi unici alternati si aumenta la durata del manufatto nel tempo, in attesa che vengano trovate le risorse e i finanziamenti per poter intervenire in modo definitivo.

Il ponte di Colorno, poi, nel prossimo autunno, vedrà l’attivazione di un sistema di monitoraggio strutturale che permetterà in tempo reale di osservare il comportamento del viadotto durante il transito dei mezzi, e nel contempo permetterà di rilevare la velocità e la massa dei veicoli in transito, per poter multare chi non rispetta le regole sul peso.