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Calcio

Ecco come Liverani sta cambiando il Parma

15 settembre 2020, 05:03

Ecco come Liverani sta cambiando il Parma

PAOLO GROSSI

Qualche giorno fa, con grande realismo, il diesse crociato Marcello Carli ha ammesso che il vero volto del Parma, a causa delle contingenze e dei tempi del mercato, si vedrà solo dopo le prime tre giornate, appunto quelle che si disputano a trattative aperte. Di conseguenza Liverani sa di stare lavorando per questo mini-torneo di tre partite. Dopo il 5 ottobre infatti potrebbe ritrovarsi un gruppo con varie novità da riplasmare. Intanto però ci sono da affrontare Napoli, Bologna e Verona, e c'è ad esempio l'incognita di Darmian, domenica in campo 90' contro il Genoa, prima a destra poi a sinistra, e però destinato quanto prima a passare all'Inter.

CONCETTI NUOVI
Sul piano tattico si sono già intravisto alcuni concetti di Liverani nuovi rispetto a quelli di D'Aversa. Il tecnico sta ad esempio collaudando un sistema che prevede la presenza fissa di un trequartista alle spalle di due punte. Nel ruolo ha provato, sia pur per spezzoni di partita, i vari Hernani, Siligardi e Kucka. Per quel poco che si è potuto vedere (i test con Carpi e Genoa, a Collecchio, sono stati diffusi solo in streaming su Facebook) nessuno dei tre ha convinto ma la cosa non deve sorprendere. Quella è una posizione in cui non ci si inventa. Bisogna saperla occupare intanto in modo dinamico, poi senza mai farsi trovare spalle alla porta, e soprattutto sfruttando al meglio la cosiddetta ''visione periferica'' la dote cioè che ti consente di vedere e analizzare le situazioni di gioco prima di ricevere la palla, in modo poi da poter proporre la giocata giusta in tempi rapidissimi. Dote in cui eccellevano ad esempio Morfeo e Totti, per fare due nomi. Oggi poi a un trequartista si chiede anche tanto lavoro in fase di non possesso e in questo senso una prima perplessità sui meccanismi visti nel Parma contro il Genoa è che il centravanti, prima Inglese poi, nella ripresa, Cornelius, troppo spesso ripiega su una fascia e da lì deve ripartire: non sempre riesce così a farsi trovare dentro l'area quando serve. Convincente è stata invece l'azione più offensiva dei terzini, chiamati costantemente ad aiutare la manovra per sfruttare al massimo l'ampiezza del campo e creare spazio tra le maglie avversarie. Diciamo convincente perché la cosa, oltre ad arricchire di possibilità gli attacchi, è stata ben metabolizzata in fase difensiva e non ha creato scompensi, al punto che contro una squadra di serie A Sepe ha lavorato davvero poco.

BRAVO BALOGH
Altra nota positiva la prova del giovane Balogh, un centrale difensivo ungherese classe 2002 messosi in mostra nella formazione Primavera: è entrato nei venti minuti finali e non ha mai tremato di fronte a Favilli o Pinamonti.

Non è poi detto che, chiuso il mercato, il nuovo Parma sarà più forte di questo. Sarà il campo a emettere il giudizio. Possiamo solo prevedere che sarà un Parma diverso, e sarà di capitale importanza, più di questo o quel nome, che il gruppo mantenga lo spirito e le motivazioni che gli hanno consentito di centrare ogni anno, da quando è rinato, l'obiettivo stagionale.

PAOLO GROSSI Qualche giorno fa, con grande realismo, il diesse crociato Marcello Carli ha ammesso che il vero volto del Parma, a causa delle contingenze e dei tempi del mercato, si vedrà solo dopo le prime tre giornate, appunto quelle che si...

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