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Camera di commercio

Organi decaduti, ma il commissario non c'è

Cavandoli e Campari: No alla fusione

15 settembre 2020, 05:05

Organi decaduti, ma il commissario non c'è

Quella di venerdì scorso è stata l’ultima riunione della Giunta della Camera di commercio di Parma e l’ultima occasione in cui la governance dell’ente camerale ha potuto esprimere le proprie decisioni a supporto delle imprese del territorio.

Da ieri, infatti, l’ente di via Verdi, insieme ad altri coinvolti nei processi di accorpamento, ha visto decadere i propri organi, non solo la giunta ma anche il presidente e il consiglio. Ciò per effetto dell’art. 61 del decreto agosto (ovvero il DL n. 104/2020 entrato in vigore lo scorso 15 agosto, ancora in fase di conversione), che impone la conclusione del processo di accorpamento entro il termine di 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto stesso, pena la gestione commissariale che, peraltro, si prevede intervenga comunque, e nel più breve termine di 30 giorni, per le Camere di commercio che, come quella di Parma, hanno gli organi scaduti.

La nomina del commissario straordinario è di competenza del ministero dello Sviluppo economico. Il termine è caduto ieri, senza che sia pervenuta notizia della nomina del commissario e neppure, d’altro canto, di alcun intervento modificativo della norma che, portando in avanti il termine indicato, impedisca che la Camera di Commercio rimanga priva degli organi di governo.

A Parma le associazioni di categoria hanno inviato una nota congiunta ai parlamentari del territorio chiedendo lo stralcio integrale dell’art. 61, «perché una riforma che tocca strutture vicine ai territori necessita di un approccio basato su tempi e modalità differenti». Da parte della Regione Emilia-Romagna si è registrata l’iniziativa della Giunta che, su input del presidente Stefano Bonaccini e dell’assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Colla, ha presentato uno specifico emendamento con l’obiettivo di lasciare ai presidenti delle Regioni la possibilità di decretare una sospensione delle procedure per il tempo necessario a sostenere un confronto tra territori, istituzioni e rappresentanze associative.

Con l’emendamento della legge di conversione del Dl “Semplificazioni” che, già approvata in via definitiva dal Parlamento, ha spostato in avanti (dal 15 ottobre al 30 novembre 2020) il termine per la conclusione degli accorpamenti. L’emendamento non è però intervenuto sulla scadenza del 14 settembre. La Camera di commercio di Parma, nell’anno in corso, ha messo a disposizione delle imprese e del sistema territoriale nel suo complesso la somma straordinaria di 2,5 milioni di euro. Nella seduta di venerdì scorso sono state approvate due misure di sostegno attraverso bandi. Uno è stato riservato alle imprese agricole che si impegneranno nella realizzazione di progetti di educazione alimentare e di sensibilizzazione alla sostenibilità. L’altro bando, rivolto alle imprese di tutti i settori,   destina i contributi a fondo perduto alle aziende che attivano contratti di tirocinio e di apprendistato. Il programma straordinario di aiuti diretti alle imprese messo in campo a partire dallo scorso aprile finora ha mobilitato risorse per oltre 1,8 milioni. 

 

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CAVANDOLI E CAMPARI (LEGA), NO ALLA FUSIONE  - "L'accorpamento previsto tra le Camere di commercio di Parma, Piacenza e Reggio Emilia è sbagliato nei modi e nei tempi. Solo un governo distante anni luce dai bisogni concreti delle persone, delle imprese e dei territori, come quello PD-5 Stelle, può pensare ad un provvedimento del genere in piena crisi Covid, quando cè bisogno di favorire tutte le sinergie possibili tra istituzioni e mondo produttivo. La realtà che vediamo è fatta Camere di commercio con bilanci in salute, nonostante le difficoltà del momento e imprese del territorio che devono essere difese per il lavoro che creano e la ricchezza che producono. La Lega in commissione bilancio al Senato ha presentato emendamenti per la soppressione dellarticolo 61 del decreto Agosto in modo da impedire al governo giallorosso di togliere forza ai territori in un momento così difficile, imponendo peraltro una tempistica di impossibile realizzazione. La difesa del nostro sistema economico è la condizione necessaria per superare la crisi". Così la pensano Laura Cavandoli e Maurizio Campari, parlamentari parmigiani della Lega