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TESTIMONIANZA

Felino, zio dona un rene alla nipote

16 settembre 2020, 05:04

Felino, zio dona un rene alla nipote

MASSIMO MORELLI

FELINO Il 15 luglio è una data molto importante per Chiara Colella, 22enne di Felino. Non è la data del suo compleanno, ma è il giorno in cui Chiara è nata per la seconda volta. Il 15 luglio infatti la giovane è stata sottoposta a trapianto di rene, cosa questa che le ha cambiato in modo radicale la vita. Sono stati anni davvero difficili quelli trascorsi non solo per Chiara, la più colpita, ma anche per la sua famiglia, per il papà Antonio e la mamma Monica.

Tutto ha avuto inizio quando la ragazza, all’età di 11 anni, si ammalò di Porpora di Schoenlein Henoch (Psh), una malattia rara, comunemente chiamata Vasculite, che si manifestò a livello cutaneo con lesioni della pelle.

Dai problemi alla cute si passa poi a dolori a livello muscolare con una forma artritica per arrivare infine ai reni con la Glomerulonefrite mesangioproliferativa a depositi di Iga, oscura e difficile da pronunciare dietro la quale si nasconde una patologia infiammatoria dei reni detta anche nefropatia, in pratica una insufficienza renale.

«Dopo le visite e i controlli, d’accordo con l’ospedale di Parma con i miei genitori siamo stati in alcuni centri del nord Italia – ha spiegato Chiara – ma la situazione non migliorava. Siamo arrivati così al febbraio del 2019 quando il mio quadro clinico andava peggiorando e i medici mi hanno messo dinanzi alla cruda realtà: serve un trapianto, mi dissero, senza non andremo da nessuna parte». Chiara, che ha sempre rispettato la malattia, ma non ha mai avuto intenzione di arrendersi, ha iniziato allora a combattere il male, aiutata dalla famiglia che si è trovata di fronte un problema che mai avrebbe immaginato di affrontare.

Un vero e proprio incubo. A casa, tutti i giorni della settimana, la dialisi peritoneale, indispensabile per continuare a vivere, e intanto spazio alla pittura per lei che viene dall’Istituto d’Arte Toschi. «Per prima cosa sono stata iscritta nella lista di coloro che necessitavano del trapianto proveniente da cadavere – ha raccontato Chiara – poi mi sono guardata intorno parlandone con conoscenti ed amici. I primi a farsi avanti offrendosi quali donatori sono stati i miei genitori, Antonio e Monica, che mai smetterò di ringraziare. Per donare un organo occorre essere sanissimi e i miei non sono stati ritenuti idonei. Altre persone si sono offerte, sino a quando, dopo essere stato messo al corrente del problema, mio zio Augusto, 47 anni, ha dato la sua disponibilità a cedere un rene. Ecco un’altra persona per me importantissima, una persona che non ci ha pensato due volte pur di aiutarmi, dimostrando disinteresse personale e tanto amore».

Trovato il potenziale donatore però la strada da percorrere era ancora tanta. «Infatti in ospedale hanno iniziato a fare tutti gli esami previsti dal protocollo – ha detto Chiara – perché ci sono tre passaggi da compiere e in questi tre gradini gli esami dovevano rispettare dei valori prestabiliti. Tutto andava per il verso giusto, poi ci si è messo di mezzo il Covid, con il rinvio come noto di tutti gli interventi chirurgici. Finalmente dal reparto di Nefrologia Centro Trapianti di Parma è arrivata la notizia che attendevo: via libera al trapianto. Il 15 luglio io e mio zio siamo andati sotto i ferri: prima lui, circa 7 ore, per l’espianto del rene e poco dopo è toccato a me, 4 ore in sala operatoria, per impiantarmi il nuovo organo». E dal 15 luglio Chiara è rinata. Dopo una decina di giorni di degenza a casa per la convalescenza.

«E’ stata una cosa incredibile, per me ha significato davvero tanto – ha raccontato – ho abbandonato la dialisi e questa non è cosa da poco. Per adesso devo stare attenta ai contatti per via delle mie limitate difese immunitarie, però è cambiato davvero tutto ed ora vivo certamente con maggiore serenità».

I ringraziamenti in questi casi sono d’obbligo.

«Prima di tutto mio zio Augusto, i miei genitori, Simone e tutti i veri amici, che mi sono sempre stati vicini, insegnandomi che per gli altri si può fare tanto, basta volerlo, ed ancora la Nefrologia dell’Ospedale Maggiore di Parma, con i reparti Ambulatorio, Degenza, Sezione Acuti e Sezione Trapianti, ancora tutto lo staff che ha eseguito l’intervento chirurgico e la dottoressa Marilena Minari, purtroppo scomparsa nel 2018, che mi ha seguito nella malattia – ha concluso Chiara - in tutti ho trovato professionalità, disponibilità e tanta umanità. Gente davvero speciale, per me una seconda famiglia. Nonostante le disavventure passate, ho trovato comunque bellissimo, ed è questo il messaggio che voglio lanciare, che qualcuno, nel mio caso mio zio, mi abbia donato un organo per farmi tornare a vivere. E’ qualcosa di stupendo!». Ed ora la giovane felinese guarda al futuro con ottimismo e con una ritrovata energia: il tempo è tutto dalla sua parte.

 

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MASSIMO MORELLI FELINO Il 15 luglio è una data molto importante per Chiara Colella, 22enne di Felino. Non è la data del suo compleanno, ma è il giorno in cui Chiara è nata per la seconda volta. Il 15 luglio infatti la giovane è stata sottoposta...

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