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VIOLENZA

Tassista pestato per una corsa da 15 euro: condannato l'aggressore

16 settembre 2020, 05:02

Tassista pestato per una corsa da 15 euro: condannato l'aggressore

GEORGIA AZZALI

Una corsa nella notte, pochi chilometri di città, poi il nulla. Ricorda il sangue che colava dalle testa, gli ematomi e quella sensazione di straniamento, ma ancora oggi non sa con cosa è stato colpito.

Il volto del cliente che lo ha fatto finire a terra quel 13 dicembre del 2017, provocandogli un trauma cranico, però, non l'ha mai dimenticato. Pestato per una corsa in taxi che sarebbe costata 15 euro dallo stesso cliente - 55 anni, parmigiano - che poche ore prima lui stesso aveva portato da un night all'altro della città. Un uomo violento e pericoloso, visto che già allora aveva accumulato precedenti per lo stesso reato, e che ieri ha aggiunto una nuova condanna: 1 anno e 3 mesi per lesioni, 90 giorni in più rispetto a quanto chiesto dal pm Antonella Destefano.

La fatica dei turni, le lamentele sul tassametro che gira, le facce di tanti che non vorresti mai caricare, alla soglia dei cinquant'anni Paolo (lo chiameremo così) ne aveva già viste e passate tante. Ma quel cliente non aveva nulla di diverso (e di preoccupante) rispetto a tanti altri.

La chiamata era arrivata verso le 3 dalla centrale radiotaxi, e Paolo, fermo in via Abbeveratoia, era andato all'indirizzo indicato: viale dei Mille 124. Quando era arrivato, il cliente stava parlottando con due ragazzi di colore, ma si era subito avvicinato al taxi ed era salito.

Via Tintoretto, quartiere Montanara: lì aveva detto di voler andare. E aveva cominciato a parlare al tassista della moglie russa e della figlia, a cui avrebbe portato qualche regalo per Santa Lucia. Forse tutto falso, ma chi macina chilometri trasportando clienti si abitua anche alle storie più inverosimili.

Ci si abitua anche a sentirsi fare qualche questione sul pagamento della corsa. Ancora prima di arrivare a destinazione, infatti, il cliente aveva confessato di non avere contanti, ma di aver bisogno di salire un attimo in casa per prendere il codice pin del bancomat che non ricordava. Impossibile fidarsi di qualcuno che imbastisce una storia simile, tant'è che il tassista gli aveva chiesto di lasciargli qualcosa in pegno prima di allontanarsi.

E il cliente, prima di scendere, aveva appoggiato il suo telefonino in auto. Ma anche Paolo era sfilato fuori dalla macchina, per vedere da che parte l'uomo si dirigeva. Gli era bastato dargli le spalle, poi il buio. E il risveglio, poco dopo, su quel pezzo di asfalto con il corpo dolorante.

 

GEORGIA AZZALI Una corsa nella notte, pochi chilometri di città, poi il nulla. Ricorda il sangue che colava dalle testa, gli ematomi e quella sensazione di straniamento, ma ancora oggi non sa con cosa è stato colpito. Il volto del cliente che lo...

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